Dalle Alpi Occidentali alle pianure lombarde, dai passi della Savoia alla Sicilia: i primi due secoli della fanteria italiana si svolgono quasi interamente in Europa. Il teatro è quello delle grandi guerre di successione, delle coalizioni, delle rivalità tra le corone.
Dalla Lombardia alla Sicilia, dal Piemonte al Lazio: ogni palmo di terra italiana è stato campo di battaglia del Risorgimento. Le Cinque Giornate di Milano, la salita di Calatafimi, la breccia di Porta Pia — luoghi che diventano nomi, poi monumenti, poi simboli.
Il Corno d'Africa, la Libia, le isole greche: la fanteria italiana incontra per la prima volta un terreno e un nemico radicalmente diversi. Adua è la più grave sconfitta coloniale mai subita da una potenza europea in Africa. Dogali non ha superstiti.
Seicento chilometri di fronte, dalle Alpi al mare Adriatico. Undici battaglie dell'Isonzo, il Carso, Caporetto, il Piave, il Grappa, Vittorio Veneto. I nomi di questi luoghi sono incisi nel marmo di ogni monumento ai caduti d'Italia. Il 1° San Giusto combatte qui.
Dal deserto egiziano alla steppa russa, dall'Epiro alle Alpi Occidentali: la Seconda Guerra Mondiale porta la fanteria italiana su fronti che nessuno avrebbe immaginato. El Alamein, il Don, Cefalonia, Cassino — nomi che pesano come pietre.
Dal Libano all'Afghanistan, dalla Somalia ai Paesi Baltici: 18 missioni attive nel 2024. La fanteria italiana non combatte più per conquiste territoriali — combatte per la pace. I luoghi sono cambiati, il coraggio no.