Le Colonnelle — Origini e significato
Durante il regno di Carlo Emanuele II (1643–1675), ad ogni compagnia di Fanteria dell'esercito ducale piemontese fu assegnata una bandiera, chiamata bandiera di ordinanza. Alla prima compagnia di ogni Reggimento — quella che aveva il privilegio di avere come Comandante titolare lo stesso colonnello — fu assegnata una bandiera particolare, denominata Colonnella.
Il termine «Colonnella» deriva direttamente dal grado di colonnello: era la bandiera del colonnello, il segno distintivo del reggimento nella sua interezza. Quando sul campo di battaglia si vedeva sventolare la Colonnella, si sapeva dove si trovava il cuore del reggimento.
Le Colonnelle erano drappi quadrati, azzurri o rossi, recanti al centro una grande croce bianca; in uno di essi compare una fiamma bianca a tre lingue. Le dimensioni erano imponenti: circa 2,40 × 2,40 metri, innalzate su aste lunghe 3,50 metri.
Evoluzione delle bandiere — Dal Ducato al Regno
Verso la fine del regno di Vittorio Amedeo II (1675–1730) si procedette, parallelamente al riassetto organico dell'esercito, anche ad un riordino delle uniformi e delle bandiere. Le bandiere colonnelle divennero uguali per tutti i reggimenti, mentre quelle d'ordinanza continuarono a distinguersi da reparto a reparto.
Il Reggimento «Savoia» — il più antico dell'esercito piemontese — portava una bandiera d'ordinanza rossa, attraversata dalla croce bianca dal cui centro partivano verso ciascun cantone tre fiamme: bianca la centrale, azzurre le laterali. Nel cantone all'asta campeggiava l'arme di Savoia moderna inquartata con l'arme dell'impero, in scudo barocco dorato sormontato dalla corona ducale.
Il Tricolore Italiano — Storia e significato
Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta che lo Stendardo Cispadano di tre colori — Verde, Bianco e Rosso — sia reso universale e adottato anche nella Coccarda Cispadana.
Perché verde, bianco e rosso? Nell'Italia del 1796, le numerose repubbliche giacobine adottarono bandiere tricolori ispirate al modello francese del 1790. I vessilli reggimentali della Legione Lombarda presentavano i colori bianco, rosso e verde, radicati nel patrimonio lombardo: il bianco e il rosso comparivano nell'antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia Civica milanese.
«Che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti»
Decreto del Parlamento della Repubblica Cispadana — Reggio Emilia, 7 gennaio 1797Nel '48 la bandiera divenne il simbolo di una riscossa ormai nazionale, da Milano a Venezia, da Roma a Palermo. Il tricolore ispirò Goffredo Mameli nel suo Canto degli Italiani (1847), che sarebbe diventato l'inno nazionale. Dovunque in Italia, il bianco, il rosso e il verde esprimevano una comune speranza di libertà e unità.
La Bandiera di Guerra — Simbolo e norma
La Bandiera di Guerra è simbolo di onore, tradizione e unità militare. Il Reparto che la custodisce ne tramanda anche la storia e il ricordo dei suoi Caduti. Viene custodita dal comandante del reparto dentro un cofano o una teca vetrata, e accompagna l'unità in tutta la sua vita operativa, sia in tempo di pace sia di guerra.
Tradizionalmente in Italia venivano insigniti di Bandiera di Guerra i reggimenti combattenti del Regio Esercito, per consentire una decorazione al valore collettiva — l'unico modo per premiare il coraggio di un reparto intero, non solo del singolo soldato.
Anatomia della Bandiera di Guerra — Caratteristiche tecniche
La Bandiera di Guerra presenta caratteristiche precisamente definite per legge. Ogni componente ha dimensioni, materiali e funzioni stabiliti con precisione normativa. Non è semplicemente un drappo: è un oggetto giuridico oltre che simbolico.
- La Freccia Innestata nell'estremità superiore dell'asta. Presenta il monogramma della Repubblica Italiana. Sui quattro lati della base vengono incisi i dati identificativi dell'unità: denominazione nel tempo, anno di concessione, nome dell'eventuale donatore, fatti d'arme cui l'unità ha partecipato.
- Il Fiocco In seta di colore azzurro Savoia, largo 80 mm e lungo 680 mm, con frangia argentata alle estremità. In caso di abbrunamento in segno di lutto, il fiocco è ricoperto da un nastro nero.
- Il Cordoncino argentato Con pendagli e frangia, annodato insieme al fiocco tra la freccia e l'asta. Lunghezza uguale a quella del fiocco: 680 mm.
- L'Asta A sezione quadrata, ricoperta di velluto verde. Presenta bullette di fissaggio disposte a singola spirale sulla sua lunghezza, con altre bullette ai bordi quadrati alle estremità del rivestimento.
- Il Drappo Un unico lembo di seta rettangolare con lati uguali di 999 × 999 mm, con tre fasce verticali di verde, bianco e rosso (333 mm di larghezza ciascuna). Eccezione: le bandiere della Marina Militare presentano al centro della fascia bianca lo stemma quadripartito delle quattro Repubbliche Marinare (Venezia, Genova, Pisa, Amalfi).
- Il Piede Bicchierino metallico fissato all'estremità inferiore dell'asta, per inserirla nel supporto.
«La Bandiera di Guerra è simbolo di onore, tradizione e unità militare. Il Reparto che la custodisce ne tramanda anche la storia e il ricordo dei suoi Caduti.»
Regolamento sull'Impiego delle Bandiere di Guerra — Esercito ItalianoLa Bandiera del 1° Battaglione «San Giusto» — Trieste
Nel 1976, dopo quasi un anno dalla ricostituzione del 1° Battaglione di Fanteria Motorizzato — avvenuta il 1° ottobre 1975 — viene assegnata la Bandiera di Guerra. In quella stessa occasione fu dato al battaglione lo stemma con il motto:
Il 3 ottobre 1976 si tenne presso la Caserma «Vittorio Emanuele» di Trieste la cerimonia di consegna della Bandiera di Guerra al 1° Battaglione Fanteria Motorizzato San Giusto, nelle mani del Comandante Tenente Colonnello Federico Ruggiero.
della Bandiera di Guerra
Caserma Vittorio Emanuele
Trieste · 3 ottobre 1976
Altare della Patria — Roma
7 aprile 2008
384 anni di storia
Il 31 marzo 2008 il Reggimento venne ufficialmente sciolto. Con la consegna della Bandiera di Guerra al Sacrario dell'Altare della Patria in Roma si conclusero 384 anni di storia — quasi quattro secoli — delle «Cravatte Rosse». La Bandiera raggiunse il Sacrario il 7 aprile 2008, dove riposa insieme a tutte le bandiere dei reggimenti che non sfilano più.
Il Medagliere della Bandiera
La Bandiera porta quattro decorazioni al valore, ereditate dalla tradizione del 1° Reggimento Fanteria. Coprono un arco storico di 70 anni — dalla Prima Guerra d'Indipendenza (1848) alla Grande Guerra (1918) — e tre conflitti distinti.
«In sette giorni d'ininterrotta battaglia, con generoso tributo di sangue, strappò in lotta violenta, formidabili posizioni al nemico (Alano, Colmirano, Tordere, Passo Fornisel, Monte Madal, Conca di Alano, 24-30 ottobre 1918). Confermò ognora, nei più aspri cimenti della guerra le sue antiche fiere tradizioni di ardimento e di incrollabile disciplina (San Marco, 17-26 maggio 1917; 1915-1918).»
«Per essersi distinto in tutti i fatti d'arme nella campagna della Lombardia (24 e 25 luglio - 4 agosto 1848).»
«Per l'ardore e la risolutezza con cui eseguì l'attacco alla baionetta, che determinò la ritirata del nemico (Madonna della Scoperta, 24 giugno 1859).»
«Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea e nell'aspra battaglia, conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d'Italia (1915-1918).»