Nato nelle trincee del fronte trentino intorno al 1916, Ta-Pum prende il nome dal suono onomatopeico dei fucili austriaci che sparavano dai monti: il ta dello sparo, il pum dell'impatto. Un suono che i soldati sentivano ogni giorno.
È forse il canto di guerra più crudo e disperato della tradizione italiana. Non c'è retorica, non c'è eroismo — solo la fame, la stanchezza, la morte quotidiana del compagno. Il ritornello "ta-pum" diventa una specie di risposta fatalista a ogni strofa: la vita continua, il fucile spara.
Cantato principalmente dai fanti del fronte alpino e trentino, è diventato uno dei simboli più autentici della condizione del soldato nella Grande Guerra. Alcune versioni aggiungono strofe locali, altre cambiano i nomi dei monti o delle battaglie.