GIORNO DEL RICORDO ALLA FOIBA DI BASOVIZZA

Il 10 febbraio di ogni anno si celebra il “Giorno del Ricordo” in memoria delle Vittime delle foibe, dell’Esodo Istriano, Fiumano, Giuliano e Dalmata e delle vicende del confine orientale. Rappresenta un momento di riflessione e silenzio su una delle tragedie del Novecento.I Fanti della sezione di Trieste , le Cravatte Rosse del 1° San Giusto con soci di Trieste e del Gruppo Veneto hanno presenziato alla cerimonia presso il monumento nazionale della Foiba di Basovizza.La solennità della cerimonia ha portato alla presenza del Medagliere Nazionale dell’Associazione del Fante accompagnato dai consiglieri Cavinato, Ferreri ,Ragnoli.Presente anche il Medagliere della Federazione del Fante di Verona con i soci della locale Sezione di Verona .Dopo l’alzabandiera solenne, presente il picchetto del Reggimento “Piemonte Cavalleria”, e dopo la lettura della motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa alla città di Trieste, sono state deposte corone a cura del Governo rappresentato dal Ministro della Giustizia Carlo Nordio, della Regione Friuli Venezia-Giulia e Comune di Trieste, seguita dal Presidente Massimiliano Fedriga e dal Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, del Comitato Foibe seguita dal Presidente della Lega Nazionale Paolo Sardos Albertini e dal Presidente della Grigioverde Diego Guerin, e infinequella delle Associazioni degli Esuli.E’ seguita la Santa Messa officiata dal Vescovo di Trieste Mons. Enrico Trevisi, dopo la quale si sono tenuti i discorsi delle autorità: Paolo Sardos Albertini per la Lega Nazionale, Sindaco di Trieste Dipiazza, Presidente Regione FVG Fedriga e del ministro Nordio che ha chiuso la serie degli interventi ufficiali. Gradita la disponibilità del signor ministro Carlo Nordio di posare per una foto istituzionale con i nostri Fanti .

Giubileo delle Forze Armate in piazza San Pietro a Roma

Si è concluso il 9 febbraio con la messa presieduta da Papa Francesco in Piazza San Pietro il Giubileo delle Forze Armate, di Polizia e di Sicurezza. Il Papa nella sua omelia si è rivolto ai 30.000 militari presenti in piazza San Pietro valorizzando il ruolo degli “operatori di pace”, e ha dedicato preghiere alle popolazioni che vivono sotto la violenza e la guerra. Ha ringraziato le forze armate per il loro servizio, salutando tutte le Autorità presenti, le Associazioni, le Accademie militari. I nostri soci capitano Marco Pasquali e Mauro Stenico , hanno avuto modo di partecipare – con la Sezione del Fante di Roma Capitale – e di rappresentare anche, per appartenenza, le cravatte rosse del 1° San Giusto. Pubblichiamo una foto di gruppo che ci hanno inviato.

Cravatte Rosse Sez.Veneto alla festa della Sezione ANF di Arco Romano Vicenza

Una nutrita rappresenta di cravatte rosse con soci e familiari ha partecipato all’annuale festa della Sezione del Fante di Arco Romano di Vicenza Accolti dal presidente Arco Romano Casella e dai vari presidenti di sezione di zona, i nostri Fanti sono stati partecipi all’alzabandiera e alla posa della corona nel monumento davanti al municipio del Comune di Orgiano ,e a seguire della Santa Messa.

Una Cravatta Rossa tra i volontari della Giornata di raccolta del farmaco

L’evento nazionale coinvolge oltre 5.800 farmacie distribuite in tutte le città italiane. Questa iniziativa, che celebra il venticinquesimo anniversario della Fondazione Banco Farmaceutico, ha l’obiettivo di raccogliere medicinali da banco destinati a persone in difficoltà economica e sociale. A Verona un nostro socio Mirko Pinali si è offerto volontario presso la farmacia scaligera “Marchiori Santa Croce” per contribuire a questa bella iniziativa. (Foto e nota evento di Mirko Pianali)

L’M113: spina dorsale della nostra fanteria per diversi decenni

L’M113 è un veicolo trasporto truppe (VTT) completamente cingolato progettato negli anni cinquanta, poteva trasportare una squadra di fanteria di 12 uomini completamente equipaggiata e di fornire alle truppe l’appoggio di fuoco ravvicinato. La funzione tattica del veicolo era di trasportare i soldati fino al campo di battaglia e, una volta sul campo di battaglia, di sostenerli con il fuoco delle armi in dotazione al veicolo.L’M113 venne adottato da numerosissimi reparti dall’Esercito Italiano; nel tempo venne prodotta una versione su licenza dalla OTO Melara.L’Italia produsse anche due propri mezzi classificati VCC veicolo corazzato da combattimento, basati sulle linee generali dell’M113 originale, con alcuni miglioramenti: il VCC-1 “Camillino” e il VCC-2. Miglioramenti riguardanti la protezione balistica, la possibilità di reazione dei fanti dall’interno del mezzo, tramite due feritoie per lato. Tornando all’ M113, vennero prodotte alcune versioni specifiche. La versione M106 era dotata con una piattaforma per mortaio da 120. M577 versione posto comando, ed altre ancora dotate di lanciatori TOW, o la versione trasporto materiale e munizioni M548 praticamente totalmente telonato.La 3ª compagnia meccanizzata del 1° Fanteria “San Giusto” aveva 13 M113 e la 4ª compagnia mortai aveva a disposizione 4 M106. I veicoli erano schierati presso la caserma “Monte Cimone” in località Banne a Trieste. Presso la caserma di via Rossetti – “Vittorio Emanuele III” – erano disponibili solitamente 2 M113 a scopo addestrativo e di primo impiego in caso di necessità *foto tratte dalla galleria fotografica delle pagine dedicate al 1° fanteria “San Giusto” (Foto di come eravamo)

“PATTUGLIE AD EST”: LA GUERRA FREDDA ALLA FRONTIERA CON LA JUGOSLAVIA

Un libro unico per gli appassionati di storia e delle vicende legate al nostro territorio dal dopoguerra fino praticamente ai giorni nostri. nel quale l’autore analizza in termini generali, sotto il profilo militare terrestre, l’evoluzione del confine, l’organizzazione, le dottrine e i compiti dell’Esercito Italiano e quelli delle forze contrapposte lungo la alla frontiera orientale d’Italia al confine con la Jugoslavia.In modo più approfondito viene trattato il tema delle operazioni nell’“Esigenza T” durante la crisi di Trieste del 1953 e quello dell’attività di contrasto operativa/informativa, attuata lungo il confine, con la rete di pattugliamento e osservazione nei confronti della rigida sorveglianza delle unità di frontiera jugoslave durante tutto l’arco della Guerra Fredda. Un argomento quest’ultimo pressoché sconosciuto in quanto per tanti anni ricoperto da una certa riservatezza. Pierpaolo Donvito, l’autore del libro, appassionato di storia militare, ha prestato servizio militare nel 1° Battaglione motorizzato “San Giusto” a Trieste, con l’incarico di comandante di squadra assaltatori, prendendo parte alle attività di pattugliamento. Socio della Sezione del Fante di Trieste e dell’Associazione Nazionale Cravatte Rosse del 1° San Giustoed è di riferimento, tra le altre attività, per un’opera di ricerca e divulgazione di storia militare. Il libro è in vendita sul sito http://www.luglioeditore.it , oppure presso la Libreria Luglio Editore di Galleria Rossoni di Corso Italia, 9 a Trieste.Disponibile anche sui principali siti di librerie on line.

Giorno della Memoria

A Trieste la cerimonia ha avuto come fulcro la Risiera di San Sabba; la Sezione era presente con una rappresentanza di Fanti cravatte rosse del “1° San Giusto” con la bandiera di sezione . Il programma ha avuto l’avvio con la deposizione di una corona d’alloro della Polizia di Stato presso la lapide che ricorda la prigionia di Giovanni Palatucci all’interno del Carcere del Coroneo, a cura della Questura di Trieste e dell’Associazione Nazionale “Giovanni Palatucci” Onlus. Successivamente l’Associazione nazionale ex deportati – Sezione di Trieste ha deposto una corona d’alloro presso la lapide posta alla Stazione centrale che ricorda la partenza dei convogli che dal settembre 1943 al febbraio 1945 trasportarono i deportati, mentre alle 11 nel cortile interno del Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba si è tenuta la tradizionale cerimonia commemorativa con la presenza delle autorità politiche e religiose.Dopo la deposizione delle corone presso la lapide che ricorda le vittime, sono seguiti i discorsi delle autorità civili – Sindaco di Trieste e di Sindaco di S.Dorligo della Valle in rappresentanza dei comuni minori – e le celebrazioni di varie confessioni religiose, cattolica con il Vescovo di Trieste Mons. Trevisi, ebraica, greco-orientale, ed evangelca-metodista-luterana. Il Giorno della Memoria viene commemorato il 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nell’operazione Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.L’occupazione nazista aTrieste dal 1943 al 1945, costrinse alla clandestinità gli ebrei di tutta l’area dell’Adriatisches Küstenland; chi fra di essi veniva catturato dai tedeschi veniva di solito imprigionato alla Risiera di San Sabba, l’unico campo di concentramento in Italia dotato di un forno crematorio, da dove veniva poi deportato ad Auschwitz o in altri campi.https://risierasansabba.it/ ( Comune di Trieste – Trieste Cultura )

I Fanti della 156ª Divisione fanteria “Vicenza” a Nikolajewka

Ricorre oggi 26 gennaio, l’anniversario della Battaglia di Nikolajewka, combattuta nel 1943 durante la ritirata dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia), rappresenta una delle pagine più tragiche e al tempo stesso eroiche della nostra storia militare. Vogliamo ricordare oggi il sacrificio di migliaia di di nostri soldati . Tra questi anche i Fanti della Divisione di Fanteria “Vicenza ‘; fu assegnata all’ARMIR, e inviata in Russia nel luglio del 1942 a fronteggiare una massiccia offensiva dell’Armata Rossa.All’arrivo in zona di guerra, venne assegnata alla protezione delle retrovie dell’8ª Armata, seguendone l’avanzata verso il Don. Venne poi posizionata nel settore del Corpo d’Armata Alpino, tra la 4ª Divisione alpina “Cuneense” e la 2ª Divisione alpina “Tridentina”.Durante seconda battaglia difensiva del Don viene travolta dalla offensiva russa ‘ ed il 18 gennaio 1943 inizia a ripiegare, prima in linea di fronte, poi su diverse colonne; queste, per evitare l’accerchiamento, devono aprirsi la strada combattendo anche a Nikolaevka (26 gennaio) insieme alla “Cuneense” ed alla “JuliaQuando vennero riorganizzatii superstiti per il rimpatrio, mancarono all’appello 7.760 uomini dei 10.466 partiti. La divisione fu ufficialmente sciolta il 15 maggio 1943 in seguito alle perdite subite.Il Corpo d’Armata Alpino contava 61 155 uomini. Dopo la battaglia di Nikolaevka si contarono 13 420 uomini usciti dalla sacca, più altri 7 500 feriti o congelati. Circa 40 000 uomini rimasero indietro, morti nella neve, dispersi o catturati.

Cambio ai vertici del Consiglio direttivo della Sezione di Trieste

Il Consiglio Direttivo del Fante riunitosi ha provveduto ad eleggere la carica vacante della Vice Presidenza lasciata libera dopo le dimissioni per motivi personali da parte del socio Purelli Pierpaolo. Il Consiglio Direttivo all’unanimità,ha deliberato e assegnato il ruolo di Vice Presidente della sezione del Fante di Trieste al Consigliere Enrico Gottardo. Il Presidente Mauro Pierazzi ha sottolineato che con decisione che maturava da parecchio tempo si è voluto fissare un punto fermo nel gruppo Veneto, e soprattutto dare una visibilità ben precisa alle varie associazioni che operano nella Regione Veneto.Enrico Gottardo dal canto suo ha ringraziato tutto il direttivo per la fiducia data, sottolineando il desiderio di svolgere con impegno un gran lavoro svolto sindora dal vicepresidente uscente Pierpaolo Purelli e cercando di portare sempre con orgoglio e dedizione avanti il nostro glorioso 1°San Giusto.

I SEGRETI DELLA GUERRA FREDDA A DOBBIACO

La visita al Bunker Museum tra Dobbiaco e San Candido consente di immergersi nella storia dei tempi della Guerra Fredda. Una postazione straordinaria progettata per contrastare una potenziale invasione del blocco sovietico. Il nostro consigliere Alessandro Giacomelli ha avuto l’occasione di visitarlo. Il bunker è stato costruito tra il 1938 e il 1942 e negli anni ’50 è stato inserito nel contesto dei piani difensivi della NATO contro il Patto di Varsavia e delle installazioni di difesa del fronte meridionale fino al 1993. Per decenni una guarnigione di 30 militari , a 10 metri sotto terra, in una struttura di cemento armato, ha presidiato una via d’accesso della Val PusteriaDal 2017, la struttura ospita il Bunker Museum.Questo progetto è portato avanti dall’Associazione culturale Pro Historia. Essa si dedica in modo sostenibile alla conservazione della storia locale e alla sua divulgazione.