24 maggio 1915 – 24 maggio 2026 · 111 anni dall’entrata in guerra dell’Italia

Oggi, 24 maggio, l’Italia celebra la Festa della Fanteria: una ricorrenza che affonda le radici in una delle pagine più drammatiche e solenni della nostra storia nazionale. In questo giorno del 1915, il Regno d’Italia dichiarava guerra all’Impero austro-ungarico, e i fanti italiani — i ragazzi del ’99, i contadini strappati ai campi, gli operai, gli studenti — varcavano il confine verso il Carso, l’Isonzo, le Alpi, verso un destino di sacrificio e di gloria.

La Fanteria è stata, e rimane, l’Arma madre dell’Esercito Italiano. È l’arma del fante che cammina, che soffre il freddo e il fango, che tiene la posizione quando tutto attorno cede. Non è l’arma delle grandi macchine da guerra, ma quella dell’uomo: della sua tenacia, del suo coraggio silenzioso, della sua fedeltà al giuramento.


Il 24 maggio e il Carso: una data nel sangue

Per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia, il 24 maggio ha un significato ancora più profondo. Le truppe italiane combatterono per anni su queste pietre grigie del Carso, sulle rive dell’Isonzo, nelle trincee scavate nella roccia viva. Undici battaglie dell’Isonzo. Migliaia di caduti. Nomi incisi nei sacrari e negli albi d’oro delle sezioni: nomi di padri, di fratelli, di figli che non tornarono.

Trieste era il simbolo, il traguardo irredento verso cui marciavano quei fanti. E quando finalmente, il 3 novembre 1918, le truppe italiane entrarono in città, quella vittoria portava il peso di ogni singola vita sacrificata sul Carso.


Le Cravatte Rosse: un legame che non si spezza

L’Associazione Nazionale del Fante – Sezione di Trieste “Cravatte Rosse” porta nel suo nome l’eredità del 1° Reggimento Fanteria “San Giusto”, il reggimento della città. La cravatta rossa non è un ornamento: è un simbolo di appartenenza, di memoria viva, di continuità tra i combattenti di ieri e i cittadini di oggi che ne onorano il ricordo.

In questo giorno di festa, i soci della sezione si ritrovano idealmente con tutti i fanti d’Italia, con le sezioni ANF da Nord a Sud, con i reduci e con le nuove generazioni che hanno scelto di non dimenticare. Ricordare non è nostalgia: è responsabilità.


Il fante di ieri, il cittadino di oggi

La Festa della Fanteria non celebra la guerra in sé, ma celebra chi ha fatto il proprio dovere in condizioni di estrema difficoltà. Celebra il valore dell’unità, della disciplina, del sacrificio collettivo per un bene più grande del singolo. Sono valori che non appartengono solo al passato: sono fondamenta su cui si costruisce ogni comunità civile.

A cent’anni e più di distanza, quei fanti ci parlano ancora. Lo fanno attraverso le lettere dal fronte conservate nelle famiglie, attraverso le medaglie appese agli abiti buoni della domenica, attraverso i nomi sulle targhe dei sacrari. E ci dicono: «Non dimenticateci. Ciò che siamo stati, voi potete ancora essere.»

«O Fante, tu sei l’Italia! Tu sei tutto. Il resto è niente.» — Gabriele D’Annunzio


Buona Festa della Fanteria

La Sezione di Trieste “Cravatte Rosse” dell’Associazione Nazionale del Fante si stringe oggi attorno alla memoria di tutti i Caduti della Fanteria italiana, abbraccia i propri soci, i familiari dei caduti, e tutti coloro che portano nel cuore il rispetto per chi ha dato tutto per la Patria.

Viva la Fanteria. Viva Trieste. Viva l’Italia.