Una Cravatta Rossa tra i volontari della Giornata di raccolta del farmaco

L’evento nazionale coinvolge oltre 5.800 farmacie distribuite in tutte le città italiane. Questa iniziativa, che celebra il venticinquesimo anniversario della Fondazione Banco Farmaceutico, ha l’obiettivo di raccogliere medicinali da banco destinati a persone in difficoltà economica e sociale. A Verona un nostro socio Mirko Pinali si è offerto volontario presso la farmacia scaligera “Marchiori Santa Croce” per contribuire a questa bella iniziativa. (Foto e nota evento di Mirko Pianali)

L’M113: spina dorsale della nostra fanteria per diversi decenni

L’M113 è un veicolo trasporto truppe (VTT) completamente cingolato progettato negli anni cinquanta, poteva trasportare una squadra di fanteria di 12 uomini completamente equipaggiata e di fornire alle truppe l’appoggio di fuoco ravvicinato. La funzione tattica del veicolo era di trasportare i soldati fino al campo di battaglia e, una volta sul campo di battaglia, di sostenerli con il fuoco delle armi in dotazione al veicolo.L’M113 venne adottato da numerosissimi reparti dall’Esercito Italiano; nel tempo venne prodotta una versione su licenza dalla OTO Melara.L’Italia produsse anche due propri mezzi classificati VCC veicolo corazzato da combattimento, basati sulle linee generali dell’M113 originale, con alcuni miglioramenti: il VCC-1 “Camillino” e il VCC-2. Miglioramenti riguardanti la protezione balistica, la possibilità di reazione dei fanti dall’interno del mezzo, tramite due feritoie per lato. Tornando all’ M113, vennero prodotte alcune versioni specifiche. La versione M106 era dotata con una piattaforma per mortaio da 120. M577 versione posto comando, ed altre ancora dotate di lanciatori TOW, o la versione trasporto materiale e munizioni M548 praticamente totalmente telonato.La 3ª compagnia meccanizzata del 1° Fanteria “San Giusto” aveva 13 M113 e la 4ª compagnia mortai aveva a disposizione 4 M106. I veicoli erano schierati presso la caserma “Monte Cimone” in località Banne a Trieste. Presso la caserma di via Rossetti – “Vittorio Emanuele III” – erano disponibili solitamente 2 M113 a scopo addestrativo e di primo impiego in caso di necessità *foto tratte dalla galleria fotografica delle pagine dedicate al 1° fanteria “San Giusto” (Foto di come eravamo)

“PATTUGLIE AD EST”: LA GUERRA FREDDA ALLA FRONTIERA CON LA JUGOSLAVIA

Un libro unico per gli appassionati di storia e delle vicende legate al nostro territorio dal dopoguerra fino praticamente ai giorni nostri. nel quale l’autore analizza in termini generali, sotto il profilo militare terrestre, l’evoluzione del confine, l’organizzazione, le dottrine e i compiti dell’Esercito Italiano e quelli delle forze contrapposte lungo la alla frontiera orientale d’Italia al confine con la Jugoslavia.In modo più approfondito viene trattato il tema delle operazioni nell’“Esigenza T” durante la crisi di Trieste del 1953 e quello dell’attività di contrasto operativa/informativa, attuata lungo il confine, con la rete di pattugliamento e osservazione nei confronti della rigida sorveglianza delle unità di frontiera jugoslave durante tutto l’arco della Guerra Fredda. Un argomento quest’ultimo pressoché sconosciuto in quanto per tanti anni ricoperto da una certa riservatezza. Pierpaolo Donvito, l’autore del libro, appassionato di storia militare, ha prestato servizio militare nel 1° Battaglione motorizzato “San Giusto” a Trieste, con l’incarico di comandante di squadra assaltatori, prendendo parte alle attività di pattugliamento. Socio della Sezione del Fante di Trieste e dell’Associazione Nazionale Cravatte Rosse del 1° San Giustoed è di riferimento, tra le altre attività, per un’opera di ricerca e divulgazione di storia militare. Il libro è in vendita sul sito http://www.luglioeditore.it , oppure presso la Libreria Luglio Editore di Galleria Rossoni di Corso Italia, 9 a Trieste.Disponibile anche sui principali siti di librerie on line.

Giorno della Memoria

A Trieste la cerimonia ha avuto come fulcro la Risiera di San Sabba; la Sezione era presente con una rappresentanza di Fanti cravatte rosse del “1° San Giusto” con la bandiera di sezione . Il programma ha avuto l’avvio con la deposizione di una corona d’alloro della Polizia di Stato presso la lapide che ricorda la prigionia di Giovanni Palatucci all’interno del Carcere del Coroneo, a cura della Questura di Trieste e dell’Associazione Nazionale “Giovanni Palatucci” Onlus. Successivamente l’Associazione nazionale ex deportati – Sezione di Trieste ha deposto una corona d’alloro presso la lapide posta alla Stazione centrale che ricorda la partenza dei convogli che dal settembre 1943 al febbraio 1945 trasportarono i deportati, mentre alle 11 nel cortile interno del Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba si è tenuta la tradizionale cerimonia commemorativa con la presenza delle autorità politiche e religiose.Dopo la deposizione delle corone presso la lapide che ricorda le vittime, sono seguiti i discorsi delle autorità civili – Sindaco di Trieste e di Sindaco di S.Dorligo della Valle in rappresentanza dei comuni minori – e le celebrazioni di varie confessioni religiose, cattolica con il Vescovo di Trieste Mons. Trevisi, ebraica, greco-orientale, ed evangelca-metodista-luterana. Il Giorno della Memoria viene commemorato il 27 gennaio perché in quel giorno del 1945 le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nell’operazione Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.L’occupazione nazista aTrieste dal 1943 al 1945, costrinse alla clandestinità gli ebrei di tutta l’area dell’Adriatisches Küstenland; chi fra di essi veniva catturato dai tedeschi veniva di solito imprigionato alla Risiera di San Sabba, l’unico campo di concentramento in Italia dotato di un forno crematorio, da dove veniva poi deportato ad Auschwitz o in altri campi.https://risierasansabba.it/ ( Comune di Trieste – Trieste Cultura )

I Fanti della 156ª Divisione fanteria “Vicenza” a Nikolajewka

Ricorre oggi 26 gennaio, l’anniversario della Battaglia di Nikolajewka, combattuta nel 1943 durante la ritirata dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia), rappresenta una delle pagine più tragiche e al tempo stesso eroiche della nostra storia militare. Vogliamo ricordare oggi il sacrificio di migliaia di di nostri soldati . Tra questi anche i Fanti della Divisione di Fanteria “Vicenza ‘; fu assegnata all’ARMIR, e inviata in Russia nel luglio del 1942 a fronteggiare una massiccia offensiva dell’Armata Rossa.All’arrivo in zona di guerra, venne assegnata alla protezione delle retrovie dell’8ª Armata, seguendone l’avanzata verso il Don. Venne poi posizionata nel settore del Corpo d’Armata Alpino, tra la 4ª Divisione alpina “Cuneense” e la 2ª Divisione alpina “Tridentina”.Durante seconda battaglia difensiva del Don viene travolta dalla offensiva russa ‘ ed il 18 gennaio 1943 inizia a ripiegare, prima in linea di fronte, poi su diverse colonne; queste, per evitare l’accerchiamento, devono aprirsi la strada combattendo anche a Nikolaevka (26 gennaio) insieme alla “Cuneense” ed alla “JuliaQuando vennero riorganizzatii superstiti per il rimpatrio, mancarono all’appello 7.760 uomini dei 10.466 partiti. La divisione fu ufficialmente sciolta il 15 maggio 1943 in seguito alle perdite subite.Il Corpo d’Armata Alpino contava 61 155 uomini. Dopo la battaglia di Nikolaevka si contarono 13 420 uomini usciti dalla sacca, più altri 7 500 feriti o congelati. Circa 40 000 uomini rimasero indietro, morti nella neve, dispersi o catturati.

Cambio ai vertici del Consiglio direttivo della Sezione di Trieste

Il Consiglio Direttivo del Fante riunitosi ha provveduto ad eleggere la carica vacante della Vice Presidenza lasciata libera dopo le dimissioni per motivi personali da parte del socio Purelli Pierpaolo. Il Consiglio Direttivo all’unanimità,ha deliberato e assegnato il ruolo di Vice Presidente della sezione del Fante di Trieste al Consigliere Enrico Gottardo. Il Presidente Mauro Pierazzi ha sottolineato che con decisione che maturava da parecchio tempo si è voluto fissare un punto fermo nel gruppo Veneto, e soprattutto dare una visibilità ben precisa alle varie associazioni che operano nella Regione Veneto.Enrico Gottardo dal canto suo ha ringraziato tutto il direttivo per la fiducia data, sottolineando il desiderio di svolgere con impegno un gran lavoro svolto sindora dal vicepresidente uscente Pierpaolo Purelli e cercando di portare sempre con orgoglio e dedizione avanti il nostro glorioso 1°San Giusto.

I SEGRETI DELLA GUERRA FREDDA A DOBBIACO

La visita al Bunker Museum tra Dobbiaco e San Candido consente di immergersi nella storia dei tempi della Guerra Fredda. Una postazione straordinaria progettata per contrastare una potenziale invasione del blocco sovietico. Il nostro consigliere Alessandro Giacomelli ha avuto l’occasione di visitarlo. Il bunker è stato costruito tra il 1938 e il 1942 e negli anni ’50 è stato inserito nel contesto dei piani difensivi della NATO contro il Patto di Varsavia e delle installazioni di difesa del fronte meridionale fino al 1993. Per decenni una guarnigione di 30 militari , a 10 metri sotto terra, in una struttura di cemento armato, ha presidiato una via d’accesso della Val PusteriaDal 2017, la struttura ospita il Bunker Museum.Questo progetto è portato avanti dall’Associazione culturale Pro Historia. Essa si dedica in modo sostenibile alla conservazione della storia locale e alla sua divulgazione.

IL BUNKER DELLA FANTERIA A PURGESSIMO

La galleria di Purgessimo è uno dei pochi esempi di manufatto in caverna in carico alla Fanteria d’arresto dell’Esercito Italiano è ubicato nella frazione Purgessimo di Cividale del Friuli in provincia di Udine.Buongiorno, Il vicepresidente dell’Associazione Cravatte Rosse del 1° San Giusto, Enrico Michelazzi, ha avuto modo di visitare quest’opera della Guerra Fredda. Il bunker è stato dismesso nel 1991 e successivamente acquistato da privati.La struttura è stata realizzata sfruttando lo scavo di un vecchio tunnel della prima guerra mondiale, impiegato nella battaglia di Cividale del Friuli dove gli italiani cercarono di fermare l’avanzata austro-tedesca. La galleria entrava per circa 150 metri all’interno del monte Purgessimo. L’opera dispone di una camerata e di altri locali di servizio, tra cui alloggi per ufficiali, servizi igienici, centralino telefonico e perfino un’infermeria. Nel corso degli anni qui si sono succedute le truppe del 52º Reggimento fanteria d’arresto “Alpi”, del 120º Battaglione fanteria d’arresto “Fornovo” e del 52º Battaglione fanteria d’arresto “Alpi”.Il sito gestito dalla pro loco Valli del Natisone.

RIAPERTURA SEDE

La sede riapre regolarmente, dopo la pausa delle festività, il 9 gennaio nel consueto orario dalle 17:30 alle 19

VALORI E TRADIZIONI PORTATE AVANTI CON FEDELTÀ

Riprendiamo con piacere una nota stampa della Giunta Regionale Regione Friuli Venezia Giulia dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro del settembre 2023 in occasione del Raduno dei Fanti del 1° San Giusto “Le Cravatte Rosse hanno il grande merito di portare avanti i valori di tanti giovani che hanno svolto il servizio militare nel 1° Reggimento San Giusto, che espletavano, ventenni, mansioni di responsabilità altamente formative, e, nell’oggi, di mobilitarsi per contenere il degrado dell’ex caserma Vittorio Emanuele III di via Rossetti, la cui riqualificazione purtroppo risulta molto complicata anche se assolutamente auspicabile”.Lo ha affermato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, intervenuto stamani a Trieste alla cerimonia che raccoglie annualmente i fanti della prestigiosa unità dell’Esercito soppressa nel 2008.“Il Reggimento non è riuscito a tagliare il traguardo dei quattrocento anni di vita – ha osservato Scoccimarro -, ma la sua tradizione e i suoi ricordi sono portati avanti con incrollabile fedeltà dai volontari delle Cravatte Rosse”, la cui associazione, fondata dieci anni fa, è apartitica, apolitica e senza fini di lucro.“È stata per me una grande emozione varcare la porta carraia della caserma e accedere al piazzale tanti anni dopo aver svolto lì il servizio militare, un’esperienza che mi ha dato tanto e mi ha preparato per il prosieguo della vita”, ha annotato Scoccimarro. L’assessore ha seguito la commemorazione dei caduti del battaglione, lo schieramento, gli onori militari e la Santa Messa officiata dal cappellano don Angelo per partecipare infine alle allocuzioni ufficiali, prendendo la parola dopo il presidente dell’associazione Cravatte Rosse Mauro Pierazzi. ARC/PPH