Con il Banco Alimentare anche a Verona e a Rotzo.

È stata una giornata molto intensa e di grande partecipazione sociale per le Cravatte Rosse, in molte località del Veneto siamo stati presenti in appoggio all’associazione nazionale Alpini come a Verona e a Rotzo (VI) con i nostri soci Mirko Pinali e Giulio Costa.

Banco Alimentare: a Trieste la colletta alimentare con i Fanti Cravatte Rosse

Anche a Trieste si è tenuta la giornata della raccolta alimentare,organizzata dal Banco Alimentare Nazionale.Le Cravatte Rosse hanno gestito le attività al magazzino di stoccaggio alimenti e condotto diversi veicoli furgonati per la raccolta dei generi alimentari presso i supermercati. Un’attività che ha comportato un gra⁸nde lavoro per coordinare la raccolta degli scatoloni in 36 supermercati tra i vari Enti locali, coordinati dal Presidente Pierazzi. Numerosi nostri operatori impegnati nell’ l’attività di raccolta con i furgoni delle Poste, e la gestione del magazzino di stoccaggio generale sotto la direzione del nostro responsbile logistico Ciro Ruggiero. Le operazioni si sono concluse abbiamo alle 22. Sono stati raccolti 26.450kg di alimenti e beni. Numerosi i volontari sempre presenti, le Cravatte Rosse e amici che a turno sono intervenuti durante la giornata. Ringraziamo anche l’Associazione Nazionale Bersaglieri Sezione E. Toti di Trieste per aver collaborato e aver fattovparte della gestione della logistica. [articolo Pierpaolo Purelli e Alessandro Giacomelli]

“Avamposto Trieste” è il nuovo libro di Pierpaolo Donvito

L’autore, il nostro socio Pierpaolo Donvito, analizza l’organizzazione dell’Esercito Italiano nel capoluogo giuliano durante la Guerra fredda, i reparti, la pianificazione difensiva e i compiti operativi. Un libro interessante per gli appassionati di storia militare della Guerra Fredda e del nostro territorio e in particolare per chi ha prestato servizio in uniforme a Trieste. Trieste, durante il periodo della Guerra fredda, con la sua piccola provincia situata a pochi chilometri dal confine con la Jugoslavia e collegata al resto della nazione attraverso uno stretto corridoio terrestre, costituiva una sorta di avamposto quasi isolato racchiuso tra il Carso e l’Adriatico. Nell’ipotesi di un conflitto con il Patto di Varsavia e dinnanzi all’incognita rappresentata dalla Jugoslavia si pose il difficile problema della difesa della città e del suo territorio. La questione, oltre all’Italia direttamente interessata e che aveva profuso tanti sforzi nel tormentato dopoguerra per ricongiungere la città alla nazione, coinvolse ad un certo punto anche la NATO, nel più ampio contesto della pianificazione operativa per la difesa del confine nord-orientale italiano e del fianco sud dell’Europa. Libreria Luglio EditoreGalleria RossoniCorso Italia, 9 – TriesteTelefono e Fax 040.5199276Mail libreria@luglioeditore.it Orario: da lunedì a sabato dalle 9.30 alle 19.30. http://www.luglioeditore.it/libri.php?cat=13 Acquisti on line

Onori ai Caduti della strage di Nassiryia

A 22 anni esatti dalla strage di Nassiriya (12 novembre 2003),i Fanti Cravatte Rosse sono stati doverosamente presenti alla cerimonia in occasione della “Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la Pace” nel corso della quale è stata deposta una corona d’alloro al monumento sito in largo Caduti di Nassiryia a Trieste, alla presenza del Prefetto, del Sindaco, Regione FVG e massime autorità militari con un picchetto d’onore. [articolo di Alessandro Giacomelli]

San Martino Patrono della Fanteria

L’11 novembre in occasione della ricorrenza della festa liturgica di San Martino si celebra il Santo Patrono dell’Arma di Fanteria. Auguri a tutti i Fanti, in servizio ed in congedo, e ai loro familiari e simpatizzanti.

Ricordare il passato, per costruire il futuro

Oggi a Noventa Padovana si è tenuto un evento organizzato dall’ Associazione storico-culturale Uniti nella Memoria, con il Coro Lavaredo di Padova e la Parrocchia di Noventa Padovana retta dal nostro socio fante Cravatta Rossa Don Angelo Scarabottolo. Un pomeriggio di emozioni, memoria e cultura, è stato anche un viaggio musicale per riscoprire il valore della memoria attraverso il canto. E’ stato presentato anche il libro “Il destino di Felice” con l’autore Lorenzo Panziera. La toccante storia di Felice, bambino del sud affidato a una famiglia del nord negli anni ’30. Un racconto di difficoltà, speranze, affetti e successi, ambientato tra Fagarè di San Biagio, Campodarsego, Padova, Campalto, Mirano e Mestre. Felice è il personaggio centrale del romanzo, il destino di Felice, ambientato tra il 1915 e il 1918, in pieno periodo bellico. Durante la Prima Guerra Mondiale, Felice presta servizio come cappellano militare, offrendo conforto spirituale ai soldati sul fronte del Piave, in luoghi come Fagarè di San Biagio. Il libro affronta il trauma della guerra, la disumanizzazione delle trincee, il coraggio, i sentimenti della gente comune e dei soldati, e il contrasto tra la vita e la morte, il tutto in un contesto in cui la guerra “sospende il tempo”.E’ stata occasione per riflettere sul passato, riscoprire legami autentici e costruire insieme un futuro più consapevole. Si esplora il dramma della guerra attraverso gli occhi del personaggio, mescolando la sua esperienza al fronte con i ricordi della sua giovinezza e il ruolo dei cappellani in un contesto di guerra di trincea.

A Noventa Padovana ricordato il soldato Alessandro Ruffini

Il nostro Don Angelo Scarabotolo ha presenziato, ieri 8 novembre, a Noventa Padovana a una cerimonia in ricordo di Alessandro Ruffini che è stato un militare italiano, giustiziato senza processo, per ordine del generale Andrea Graziani in quanto non si era levato il sigaro per salutarlo al suo passaggio. Nel registro parrocchiale di Noventa, don Giovanni Battista Celotto riempiva questo atto : “Ruffini Alessandro, figlio di Giacomo e di Bertoli Nazzarena, nato il 29 Gennaio 1893 nella Parrocchia di Castelfidardo, di condizione militare della 10a Batteria 34° Reg.to Artiglieria da campagna, morì il 3 Novembre 1917 alle ore 4 pom. per ordine del General Graziani fucilato alla schiena. Ricevette l’Assoluzione e l’O.S.. La sua salma dopo le esequie fu tumulata nel Cimitero Comunale”. Manca un anno all’armistizio di Villa Giusti, la cui entrata in vigore, il 4 novembre 1918, segnerà la vittoria italiana nella Prima Guerra Mondiale; in quel 3 novembre 1917 la vittoria appare però molto lontana e le truppe italiane, esauste, sono in ritirata dopo la pesante sconfitta di Caporetto.Il ventiquattrenne Alessandro Ruffini è in marcia con la 10a Batteria del 34° Reggimento Artiglieria, proveniente dall’Isontino e diretto a Padova. Il battaglione sfila nella piazza di un piccolo paese del padovano, Noventa, salutando militarmente il Tenente generale Andrea Graziani che al passaggio dei soldati sente qualcuno esclamare: «Levati il sigaro!».Gli occhi del generale si posano su un giovane che stringe trai denti un mozzicone di sigaro. Graziani gli si pone di fronte e lo colpisce con un bastone inveendo. Alla scena assiste una piccola folla di abitanti del paese e uno di loro interviene, dicendo che non gli sembra il modo di trattare un soldato italiano, ma il generale risponde che lui dei suoi soldati ne fa quello che vuole e ordina l’immediata fucilazione di Alessandro Ruffini. Noventa ha mantenuto vivo il ricordo di questa esecuzione sulla parete dell’edificio dove essa è avvenuta con la lapide “A ricordo di Ruffini Alessandro” posta sopra i buchi dei proiettili, scavati da un trapano nell’intonaco perché non siano dimenticati.