Archivio Bollettini di Guerra 1848–2024: 176 anni di storia militare italiana in un unico volume

Dai proclami di Carlo Alberto al comunicato di Nassiriya: 176 anni di bollettini ufficiali della fanteria italiana raccolti in un unico volume. Un archivio straordinario che traduce in documenti autentici cinque ere della storia militare d’Italia. C’è un linguaggio che appartiene solo alla guerra. Non è il linguaggio dei soldati — quello è fatto di fango, di silenzi, di paura. È il linguaggio di chi la guerra la racconta dall’alto: asciutto, ufficiale, calibrato. È il linguaggio dei bollettini di guerra. Le vittorie vengono amplificate. Le sconfitte vengono mitigate. I morti non muoiono: cadono. Tranne una volta: il 4 novembre 1918, il generale Armando Diaz scrisse due sole parole — «è vinta» — senza aggettivi, senza retorica. Perché quando si vince davvero non c’è bisogno di abbellire niente. Un archivio unico nel suo genere Archivio Bollettini di Guerra 1848–2024 raccoglie i documenti più significativi di cinque ere della storia militare italiana, presentati con la struttura formale dei documenti d’epoca, uno per pagina. Un volume che non è solo un libro di storia: è uno strumento di memoria, una fonte primaria accessibile a chiunque voglia capire davvero come l’Italia ha vissuto — e raccontato — le sue guerre. Il volume contiene: Dalla prima guerra d’indipendenza a Nassiriya Tra i documenti inclusi nel volume, alcuni sono pietre miliari della storia nazionale: Il proclama di Carlo Alberto del 26 marzo 1848, che apre la Prima Guerra d’Indipendenza. La sconfitta di Novara e l’abdicazione del re. Le vittorie di Magenta e Solferino del giugno 1859 — e la nascita della Croce Rossa. Porta Pia, 20 settembre 1870. Le tragedie coloniali di Dogali e Adua. Il primo bombardamento aereo della storia, ad Ain Zara nel 1911. E poi la Grande Guerra: il Bollettino N. 1 del 24 maggio 1915, il gas al Monte San Michele, «Gorizia è nostra!» dell’11 agosto 1916, il Caporetto del 24 ottobre 1917, il Bollettino della Vittoria N. 1231 del 4 novembre 1918. Fino alle pagine più buie del Novecento: l’armistizio dell’8 settembre 1943, il massacro di Cefalonia, e infine Nassiriya, 12 novembre 2003 — l’ultimo bollettino di una guerra che ha cambiato faccia ma non ha smesso di chiedere sacrifici. Perché questo libro appartiene alla biblioteca di ogni fante Per chi fa parte dell’Associazione Nazionale del Fante, questo volume non è semplicemente un libro di storia. È la voce ufficiale di ciò che i nostri predecessori vissero, combatterono e — troppo spesso — non sopravvissero per raccontare. Leggere un bollettino di guerra significa leggere tra le righe. Significa imparare a riconoscere cosa si nasconde dietro le formule burocratiche, cosa significa davvero «pressione nemica superiore», cosa rimane di una battaglia quando la retorica si spegne e restano solo i nomi. Scheda libro