SUPPORTO ALLA CORSA DEL RICORDO

Una rappresentanza di Fanti e Cravatte Rosse è stata presente per contribuire val supporto organizzativo alla Corsa del Ricordo.Il 21 settembre presso la Foiba di Basovizza, ha preso il via l’ 8^ edizione della “Corsa del Ricordo”, gara competitiva di corsa su terreno misto asfalto/sterrato di 9,9 km circa a carattere nazionale.Quest’anno la manifestazione sarà dedicata alla memoria di Nino Benvenuti, campione olimpico e simbolo di sport e valori. Un tributo al pugile triestino che ha ispirato generazioni con il suo coraggio e la sua umanità.

RAMPIGADA SANTA A TRIESTE

Cravatte Rosse e Fanti non hanno mancato l’appuntamento iconico della Rampigada Santa, giunta alla 14sima edizione che si è svolta 21 settembre 2025.Cos’è la Rampigada Santa? È la classica e conosciuta la crono-scalata a piedi, in bicicletta o in entrambe le discipline, dell’erta cittadina di Scala Santa, 2.050 metri di lunghezza interamente pavimentati in pavè con pendenza piuttosto impegnativa.La “Rampigada” promuove una mobilità urbana più sostenibile dimostrando in maniera estrema che se si può andare a piedi o in bici su per Scala Santa si può andare a piedi o in bici dappertutto.La manifestazione, che come consuetudine è stata co-organizzata assieme al Comune di Trieste, assieme all’Associazione Sportiva Mladina e della Società Nautica Giacinto Pullino di Muggia, e si colloca all’interno del calendario triestino della Settimana Europea per la Mobilità Sostenibile (European Mobility Week) sposandone temi, principi e valori.

Assemblea del Gruppo Veneto dell’Associazione Cravatte Rosse

Importante tappa dí consolidamento della struttura organizzativa delle Cravatte Rosse sul territorio, con la costituzione del Gruppo territoriale “Veneto”, già nei fatti ma ora formalizzato secondo le precise regole dello Statuto (Art. 6, nuovo comma “. Augur di buon proseguimento del lavoro a Enrico (coordinatore) e Davide (Vice).Fedele sempre! (articolo di Alessandro Giacomelli)

Vedetta Alice: saluto al Fante Passerini

Nel mese che ricorda il tragico evento del 1 settembre 1986, nel quale, durante una esercitazione, persero la vita tre Fanti del “San Giusto”, il Presidente Mauro Pierazzi, in una visita privata, ha avuto modo di recarsi al cimitero di Anagni dove riposa il Fante pilota VTT Vincenzo Passerini.Un pensiero in raccoglimento davanti al luogo di riposo del Fante Vincenzo Passerini , è stato portato dal Presidente anche a nome di noi Cravatte Rosse e dei Fanti della Sezione di Trieste .Il pensiero va inoltre al Sottotenente Fabio Santi di Treviso nato e al fante Michele Pierpaolo Gallocchio di Candiana ( Padova ) anche loro caduti in servizio a Vedetta Alice .Ricordiamo la cerimonia che si terrà il 28 settembre in località Banne a Trieste in ricordo dei nostri Fanti.

8 settembre: anche il 1° Fanteria fu a difesa di Roma

Dopo l’annuncio dell’armistizio, effettuato da Pietro Badoglio via radio alle 19:42 dell’8 settembre 1943, i tedeschi cominciarono le operazioni volte all’occupazione del territorio italiano, inclusa la capitale, e alla neutralizzazione delle truppe italiane schierate su tutti i fronti, secondo i piani già precedentemente elaborati dell’Operazione Achse.La difesa di Roma si riferisce agli eventi accaduti nella capitale italiana e nell’area circostante, a partire dall’8 settembre 1943 e nei giorni immediatamente successivi, a seguito dell’armistizio di Cassibile e dell’immediata reazione militare delle forze tedesche della Wehrmacht schierate a sud e a nord della città Purtroppo a causa dell’assenza di un piano organico per la difesa della città e di una conduzione coordinata della resistenza militare all’occupazione tedesca la città fu conquistata dalle truppe della Germania nazista, cui si opposero le truppe del Regio Esercito stanziate nella città e numerosi civili, privi com’erano di ordini coerenti e di collegamenti, lasciando sul campo circa 1000 caduti. Il totale delle forze italiane disponibili per la difesa di Roma ammontava complessivamente a poco più di 88 mila uomini, Si trattava di un complesso di forze di composizione e qualità eterogenea ma numeroso e comprendente unità bene equipaggiate (come la Divisione Ariete II e la  10ª Divisione fanteria “Piave”) o comunque solidamente inquadrate (come i Granatieri di Sardegna e il 10º Reggimento Arditi), che se utilizzato in modo deciso e unitario avrebbe potuto contrastare validamente le forze tedesche presenti e successivamente confluite nell’area. Da lato tedesco, vi erano due divisioni tedesche inquadrate “XI Corpo d’armata aviotrasportato” potevano quindi contare su un totale di circa 25mila uomini. Il mattino del 9 settembre elementi della 7ª Divisione fanteria “Lupi di Toscana” e della 13ª Divisione fanteria “Re” con componenti anche del 1° e 2° Fanteria, vennero, quest’ultimi, schierati sulla via Cassia, in località La Storta, poco a nord della capitale.Queste unità facevano parte dell’afflusso delle rispettive divisioni, in viaggio da nord per rinforzare il dispositivo italiano a protezione della capitale, che furono colte dall’armistizio ancora in viaggio. All’alba del 9 settembre 1943 i tedeschi con un lancio di 800 paracadutisti provenienti da Foggia, guidati dal Maggiore Walter Gericke tentarono la cattura del capo di stato maggiore dell’esercito Mario Roatta, convinti della sua presenza nel Palazzo Orsini Barberini che fu sede per alcuni mesi dello Stato Maggiore del Regio Esercito Italiano; egli se ne era invece andato la sera precedente, immediatamente dopo la dichiarazione di armistizio da parte di Badoglio.La sede fu contesa strenuamente dai reparti italiani dell’esercito tra questi i reparti delle divisioni “Piave” e 13° Divisione “Re” e della la 2ª Compagnia d’Assalto araba presenti nelle vicinanze, dai carabinieri di presidio e anche da cittadini armati intervenuti nel frattempo.Al momento della resa stipulata a Roma i paracadutisti tedeschi, asserragliati nel palazzo da loro conquistato, erano sotto lo stringente assedio delle truppe italiane.l documento di resa fu firmato il 10 settembre, alle ore 16, dal tenente colonnello Leandro Giaccone, mentre per conto del maresciallo Kesselring firmò il suo capo di stato maggiore, generale Siegfried Westphal. L’accordo prevedeva che Roma restasse città aperta, ma la città fu successivamente occupata dalle truppe tedesche che affluirono rapidamente sia da Sud che da Nord. Subito dopo, tutte le unità del regio esercito nella zona furono disarmate e sciolte, esclusa parte della Divisione Piave, che restò in armi per garantire l’ordine pubblico nell’ambito del “Comando della Città aperta di Roma”, finché anche queste truppe vennero disarmate dai tedeschi il 23 settembre 1943 dopo la proclamazione della Repubblica Sociale Italiana.

Eventi & mostre

Domenica 14 settembre In occasione occasione delle Giornate della Cintura Verde Europea / European Green Belt, l’Associazione Casa CAVE con il sostegno della European Green Belt Association, organizza un’escursione, in italiano e sloveno, condotta a più voci dalle guide naturalistiche Estplore e da Pierpaolo Donvito ricercatore storico ed autore, che approfondirà l’analisi dell’organizzazione del sistema difensivo sul confine orientale e del Carso triestino negli anni della Guerra Fredda. Info: https://estplore.it/egb-days-2025-lanaro-natura-di-confine-escursione-storico-naturalistica

Eventi & mostre

Circolo Unificato dell’Esercito riprende le attività culturali ed il primo appuntamento sarà mercoledì 10 settembre con la conferenza organizzata in collaborazione con l’Istituto del Nastro Azzurro, intitolata: “La Storia Militare della Campagna di Russia”, relatore il Col. Lorenzo CADEDDU.

Ricordiamo la tragedia di Vedetta Alice

l’Associazione del Fante di Trieste e l’Associazione Nazionale Cravatte Rosse del 1° San Giusto di Trieste ricordano oggi, 1 settembre, i commilitoni – S.Ten. Fabio Santi, Fuciliere Michele Gallocchio e Pilota VTT Vincenzo Passerini – che nel 1986 persero la vita in attività addestrativa per un tragico incidente in località Vedetta Alice.Un cippo ricorda i commilitoni dinnanzi alla ex Caserma Monte Cimone a Banne (Trieste).

Raduno AssoArma a Conselve

Oggi a Conselve le cravatte rosse del 1° San Giusto hanno partecipato alla prima festa dell’AssoArma di Padova e Camposampiero per la pace. Abbiamo avuto l’onore su richiesta del vicepresidente Perin di portare la striscione di Assoarma Camposampiero .Grande partecipazione e presenza di tutte le associazioni combattentistiche d’arma di Padova con la banda dei Bersaglieri di Padova, un picchetto di Fanti in Armi del Reparto Trasmissioni di Padova; associazioni e rappresentanti dei Fanti Artiglieria,Carristi,Paracadutisti Carabinieri, Polizia,Alpini,Marinai e Lagunari, tutti i vari corpi ben rappresentati .È seguita la sfilata lungo le vie cittadine di Conselve con deposizione di una corona da parte di un picchetto di fanteria Trasmissioni di Padova.(articolo Enrico Gottardo)