Festa della Fanteria e 100° Anniversario del Parco della Rimembranza a Trieste

Sul Colle di San Giusto e nel Parco della Rimembranza è stato celebrato il suo centenario e la Festa della Fanteria . Le cerimonie sono state realizzate in sinergia con l’Istituto nazionale del Nastro Azzurro, l’Associazione Parleranno le Pietre e la Regione Friuli Venezia Giulia. Alla presenza di autorità civili e militari è stata depositata una corona alla scalinata delle Medaglie d’oro, ai piedi della Chiesa di Santa Maria Maggiore, alla targa che ricorda le 70 medaglie d’oro al valor Militare di Trieste, Venezia Giulia, Istria, Fiume e Dalmazia. La cerimonia e proseguita all’ingresso del Parco della Rimembranza, in via Capitolina, l’alza bandiera solenne e alle 11 la cerimonia di Onore dei caduti in tutte le guerre ed infine Commemorazione del centenario nel piazzale di San Giusto al monumento Ai Caduti di Trieste.Al presidente Mauro Pierazzi è giunto un ringraziamento da parte del Gen. Lucio Beresca per la cerimonia: “eccellente in tutte le sue fasi, ringrazio i tuoi di tutto il supporto fornito in fase di preparazione e di condotta, segnatamente da Dario Lonzaric, vero propulsore dell’iniziativa” . Di seguito la locuzione del nostro presidente di sezione Mauro Pierazzi:“Autorità civili, religiose e militari, Associazioni d’arma e cittadini. Porto a tutti voi il saluto dei Fanti della Sezione di Trieste che mi onoro di rappresentare in questa cerimonia.Il 24 maggio è la giornata di maggior significato simbolico per la Fanteria, segna l’inizio del primo conflitto mondiale per l’Italia e l’ultimo percorso verso l’Unità nazionale. Un percorso al quale i Fanti furono chiamati a dare il contributo più grande, non cito il numero dei Caduti, le onorificenze individuali e alle Bandiere dei reggimenti, basti ricordare che il sacrificio fu immenso affinché Trieste fosse italiana. Fu la guerra combattuta sotto il fuoco devastante dell’artiglieria e delle mitragliatrici, con i feroci assalti alla baionetta per la conquista di ogni singola trincea. Dal Carso agli Altipiani del Trentino, dalle giornate più buie di Caporetto alla riscossa del Piave e di Vittorio Veneto i Fanti affrontarono le battaglie più dure e più sanguinose.Voglio ricordare che il 24 maggio unisce idealmente quei soldati resi fratelli dal sacrificio nelle trincee a coloro che li precedettero nel cammino risorgimentale, e furono artefici della storia e delle tradizioni dell’Arma, e a coloro che li seguirono nel secondo conflitto mondiale, spesso di fronte a una sorte avversa, sulle montagne della Grecia, nei deserti infuocati dell’Africa Settentrionale e nelle gelide steppe della Russia.Trieste, dal momento dell’unificazione all’Italia, è stata sede di numerosi reparti di Fanteria, tra i più celebri e presenti per lungo tempo ricordo la Brigata “Casale”, la Brigata “Sassari”, l’82° Reggimento “Torino” e il 1° Reggimento “San Giusto”. Nel secondo dopoguerra, che fu il più lungo e sofferto tra tutte le città italiane, nei lunghi decenni della Guerra fredda alcuni di questi reparti costituirono il presidio per la difesa della sicurezza e della libertà legando indissolubilmente il loro nome a Trieste.Ai giorni nostri la Fanteria, nel rapido mutamento degli scenari geopolitici, continua ad operare in molteplici missioni al servizio dell’Italia e se è vero che evolve la tecnologia, sul campo alla fine l’ultimo atto resta sempre ai Fanti, uniti oggi come ieri dallo stesso coraggio e spirito di sacrificio. Viva la Fanteria! Viva l’Italia!” La giornata si è conclusa con un ricevimento e rinfresco al Circolo Militare Unificato .

Festa della Fanteria alla Scuola di Cesano

Presso la Caserma “Ugo Bartolomei” di Cesano, si è svolta la cerimonia per la Festa dell’Arma di Fanteria e per l’80° anniversario dell’istituzione della Scuola di Fanteria dell’Esercito Italiano, prestigiosa realtà formativa dell’Esercito Italiano..Una mattinata intensa ed emozionante, caratterizzata da valori profondi che da sempre guidano le Forze Armate: impegno, disciplina, sacrificio, senso del dovere, appartenenza e lealtà.Momenti come questi rappresentano un’importante occasione per rinnovare il legame tra istituzioni civili e militari, nel segno del rispetto, della collaborazione e della condivisione dei valori fondanti della nostra Repubblica. Presente alla cerimonia anche il nostro Magg, Farancesco Coletta e il Cap. Marco Pasquali.

24 maggio: Festa della Fanteria

L’Arma di  Fanteria, detta “Regina delle Battaglie”,  è la prima Arma dell’Esercito Italiano ed in data 24 maggio, giorno in cui ricorre l’anniversario dell’entrata in guerra contro l’Austria-Ungheria,  viene festeggiata. La “regina delle battaglie ha contribuito a scrivere le pagine più gloriose del nostro passato, come testimoniano le numerose decorazioni conferite alla bandiera di guerra dell’arma e ai vessilli dei reggimenti nonché le ricompense concesse ai fanti che hanno servito la patria sino all’estremo sacrificio

ACCADDE OGGI — 20 maggio 1859 La Battaglia di Montebello: la prima vittoria della Seconda Guerra d’Indipendenza

Il 20 maggio 1859, nei pressi di Voghera, le truppe franco-piemontesi affrontarono e sconfissero l’esercito imperiale austriaco nella Battaglia di Montebello: il primo scontro significativo della Seconda Guerra d’Indipendenza Italiana. L’obiettivo iniziale dell’Austria era sconfiggere i piemontesi prima dell’arrivo dei rinforzi francesi. A tale scopo, il generale Franz von Stadion mosse verso Voghera con circa 20.000 uomini, 1.500 cavalli e 72 cannoni, suddivisi in tre colonne d’attacco. Sulla carta, una forza schiacciante. AltavaltrebbiaInfolomellina A contrapporsi agli austriaci, le forze alleate impiegarono appena 6.800 fanti, 800 cavalleggeri e 12 cannoni — meno di un terzo degli effettivi nemici. Un rapporto di forze impari che rendeva la vittoria ancora più straordinaria. Mumbel Ma la giornata prese una piega inattesa. Fu la cavalleria piemontese a cambiare le sorti del combattimento: lanciandosi impetuosamente sul fianco e sulla testa della colonna austriaca, la fermò a Montebello e le precluse ogni ulteriore possibilità di avanzata, dando tempo alla fanteria francese di accorrere da Voghera e bloccare definitivamente il nemico. Infolomellina Il costo in vite umane fu pesante su entrambi i fronti: I franco-piemontesi contarono 92 morti, 529 feriti e 69 prigionieri tra i francesi; 17 morti, 31 feriti e 3 dispersi tra i piemontesi. Gli austriaci persero 331 uomini, con 785 feriti e 307 dispersi o prigionieri. In totale, in poche ore di combattimento, i franco-piemontesi persero circa 700 uomini, di cui 400 cavalleggeri piemontesi sui soli 800 che erano in campo — un tributo di sangue enorme per un singolo reparto. MumbelInfolomellina Il prezzo fu pagato anche con la vita di comandanti valorosi: il colonnello piemontese Tommaso Morelli di Popolo, ferito a morte durante una carica, e il generale francese Giorgio Beuret, caduto negli assalti all’abitato. Infolomellina Sul fronte opposto, delle tre colonne austriache schierate per la battaglia entrò in combattimento quasi solo quella di sinistra del generale Karl von Urban — un errore tattico madornale che compromise l’intera operazione nonostante la schiacciante superiorità numerica. Wikipedia Il bilancio complessivo della battaglia: – Franco-Piemontesi Austriaci Uomini impiegati ~7.600 ~20.000 Cannoni 12 72 Morti 109 331 Feriti 560 785 Dispersi/Prigionieri 72 307 Totale perdite 741 1.423 Il valore e il senso tattico dimostrato dalle forze piemontesi — e in particolare dalla cavalleria — portarono alla costituzione del reggimento “Lancieri di Montebello”, ancor oggi operativo e unico reggimento di cavalleria dell’Esercito Italiano ad aver assunto il nome dalla località di una battaglia. Esercito Italiano Montebello fu molto più di un episodio minore: fu la prima prova che l’Austria poteva essere battuta con forze inferiori, il primo segnale che il sogno dell’Italia unita non era solo un’idea, ma una guerra che si poteva vincere. Da qui, la strada verso Magenta, Solferino e infine l’Unità era aperta.

Restaurato il cippo in ricordo dei caduti del 65° Valtellina a Duino Aurisina

Oggi abbiamo inaugurato il restaurato Cippo che ricorda i Caduti del 65 “Valtellina” in seguito ai fatti del novembre 1917 durante l’undicesima battaglia dell’Isonzo. E’ il seguito di una serie di interventi sul territorio che ci vedrà protagonisti anche nel prossimo futuro.Graditissimi ospiti i baschi azzurro cielo del 66^Reggimento Aerombile “Trieste”, erede del 65^, guidati dal Maggiore Antonio Pontalivo; oltre al Sindaco di Duino-Aurisina Gabrovez e all’ass Roberti di Regione FVG, come già pubblicato poco fa, ai quali abbiamo consegnato il nostro crest di Sezione.Voglio ringraziare tutti coloro che a vario titolo si sono prodigati affinché la cerimonia si svolgesse in modo impeccabile, curando i più minimi particolari. Spesso non ci si rende conto del grande lavoro organizzativo, di coordinamento e di contatto che sta alla base di un evento anche di breve durata.E’’ seguito un piacevolissimo pranzo di coesione organizzato in un locale della zona, nel corso del quale abbiamo consegnato con grande piacere il gagliardetto delle “Cravatte Rosse” al Magg. Pontalivo, che abbiamo scoperto ha prestato servizio anche a Trieste proprio nella nostra Caserma all’inizio degli anni duemila.Grazie di cuore a tutti gli intervenuti! [nota di Alessandro Giacomelli]

Scoprimento Cippo 65 Valtellina

Mercoledì 13 maggio alle ore 11.00 la Sezione del Fante di Trieste organizzerà la cerimonia di scoprimento del restaurato Cippo dedicato ai Caduti del 65 Reggimento della Brigata “Vsltellina”, in località Duino Aurisina (TS).Presente anche una rappresentanza del 66^ Rgt Fanteria Aeromobile “Trieste”, diretto erede del predetto reparto.Il restauro, curato direttamente dalla nostra Associazione, è stato possibile grazie al contributo della Regione Friuli Venezia-Giulia. Vi indichiamo le coordinate Maps del Cippo al “Valtellina”, utili a chi non conosce esattamente la posizione.Sulla mappa il punto di innesto del sentiero per arrivarvi. https://maps.app.goo.gl/J7E9G1MYKskkxZwu8?g_st=ic

Foiba di Basovizza: commemorato l’eccidio dei 97 Finanzieri uccisi nel 1945

Nella mattinata del 5 maggio 2026, presso il Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza, ad 81 anni dai tragici avvenimenti, è stato commemorato l’eccidio dei 97 Finanzieri in servizio presso la caserma “Campo Marzio” che, nei primi giorni del maggio 1945, all’indomani della liberazione della città di Trieste, furono dapprima deportati e successivamente uccisi ed infoibati.L’evento, presenziato dal Comandante Regionale della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, Gen. B. Fabrizio Nieddu, ha visto l’intervento dell’On. Sandra Savino, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze nonché delle massime Autorità civili, militari e religiose della Regione, dei familiari dei Finanzieri caduti, delle Fiamme Gialle in congedo delle Sezioni A.N.F.I. di tutto il Friuli Venezia Giulia, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari.Nel silenzio commosso, si sono succeduti i vari momenti della cerimonia: la deposizione di una corona d’alloro alla lapide marmorea riportante i nominativi dei 97 Finanzieri; gli onori ai caduti, accompagnati dalle note del “Silenzio d’ordinanza” e resi da una Compagnia di Formazione composta da Allievi Finanzieri della Scuola Alpina di Predazzo; l’enunciazione dei nomi dei militari caduti e, infine, la lettura, da parte del Cappellano Militare, della “Preghiera del Finanziere”.Sono intervenuti, con brevi riflessioni, il Sottosegretario On. Sandra Savino, il Comandante Regionale Gen. B. Fabrizio Nieddu, l’Assessore regionale alle Autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti, ed il Sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza.A cerimonia terminata, le Autorità presenti si sono intrattenute con i familiari dei Finanzieri commemorati, rinnovando loro i sentimenti di vicinanza delle Istituzioni. Presente la sezione del Fante e la rappresentanza dell’associazione nazionale Cravatte Rosse del 1° San Giusto .[nota di Enrico Michelazzi]

6 maggio 1976 : terremoto del Friuli

Ore 21 del 6 maggio 1976, quando il Friuli -Venezia Giulia venne travolto da un terremoto di magnitudo di 6.5 uno dei più distruttivi dello scorso secolo.Ha abbattuto 1700 case, causato quasi mille vittime e 3mila feriti, oltre a 45 mila senza tetto.Anche il “1 San Giusto” venne allertato e dopo breve destinato ad attività logistiche e soccorso, e un contingente raggiunse e fu operatitvo a Vito d’Asio (comune della provincia di Pordenone) Nelle storiche foto del nostro Cap. Marco Pasquali si possono vivere le emozioni del momento , di chi prestava soccorso e della disperazione della popolazione, che aiutata anche da noi soldati, trovava un fraterno aiuto e sollievo. Qui di seguito pubblichiamo alcune foto; la collezione completa è consultabile al link che segue: https://assofantetrieste.it/come-eravamo/#:~:text=TERREMOTO%20DEL%20FRIULI%20%2D%20VITO%20D%27ASIO%201976%20(foto%20Cap%20Pasquali)

81° Anniversario dell’Insurrezione cittadina del 1945

In occasione dell’81° Anniversario dell’Insurrezione cittadina contro l’occupante tedesco, si è svolta, sul colle di San Giusto, al Cippo della Resistenza, nel Parco della Rimembranza una cerimonia commemorativa, organizzata dalla Federazione Grigioverde.Alla cerimonia hanno la presenza delle Autorità locali, del Gonfalone della Città di Trieste e delle Associazioni combattentistiche e d’Arma con i labari, la deposizione di corone. La nostra Sezione di Trieste era presente

Avamposto Trieste: il video

Il video è stato realizzato dal nostro socio Massimiliano Ceschia, e ripercorre l’evento della presentazione del libro “Avamposto Trieste” tenutasi al Circolo Unificato dell’Esercito