A Gemona del Friuli ricordate le vittime del sisma del 1976

Il 22 maggio 2026, si è tenuta una cerimonia alla Caserma Goi Pantanali, di Gemona del Friuli in memoria dei 29 alpini, 3 fanti e un elicotterista, morti nel sisma del 1976. Presente alla cerimonia anche il nostro socio Antonio Grione, che ha rappresentato anche il gruppo del 7° Cuneo.

Restaurato il cippo in ricordo dei caduti del 65° Valtellina a Duino Aurisina

Oggi abbiamo inaugurato il restaurato Cippo che ricorda i Caduti del 65 “Valtellina” in seguito ai fatti del novembre 1917 durante l’undicesima battaglia dell’Isonzo. E’ il seguito di una serie di interventi sul territorio che ci vedrà protagonisti anche nel prossimo futuro.Graditissimi ospiti i baschi azzurro cielo del 66^Reggimento Aerombile “Trieste”, erede del 65^, guidati dal Maggiore Antonio Pontalivo; oltre al Sindaco di Duino-Aurisina Gabrovez e all’ass Roberti di Regione FVG, come già pubblicato poco fa, ai quali abbiamo consegnato il nostro crest di Sezione.Voglio ringraziare tutti coloro che a vario titolo si sono prodigati affinché la cerimonia si svolgesse in modo impeccabile, curando i più minimi particolari. Spesso non ci si rende conto del grande lavoro organizzativo, di coordinamento e di contatto che sta alla base di un evento anche di breve durata.E’’ seguito un piacevolissimo pranzo di coesione organizzato in un locale della zona, nel corso del quale abbiamo consegnato con grande piacere il gagliardetto delle “Cravatte Rosse” al Magg. Pontalivo, che abbiamo scoperto ha prestato servizio anche a Trieste proprio nella nostra Caserma all’inizio degli anni duemila.Grazie di cuore a tutti gli intervenuti! [nota di Alessandro Giacomelli]

Giorno della memoria delle vittime del terrorismo

Anche quest’anno doverosa presenza dei Fanti delle Cravatte Rosse alla cerimonia che si è tenuta a Trieste presso il monumento in largo Caduti di Nassirjia in occasione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale.Presente il Prefetto di Trieste Petronzi, Il Sindaco Dipiazza, l’ass. Roberti di Regione FVG, oltre alle rappresentanze di tutte le Associazioni combattentistiche e d’Arma, incluso il sempre presente Pasfa.[nota di Alessandro Giacomelli]

Scoprimento Cippo 65 Valtellina

Mercoledì 13 maggio alle ore 11.00 la Sezione del Fante di Trieste organizzerà la cerimonia di scoprimento del restaurato Cippo dedicato ai Caduti del 65 Reggimento della Brigata “Vsltellina”, in località Duino Aurisina (TS).Presente anche una rappresentanza del 66^ Rgt Fanteria Aeromobile “Trieste”, diretto erede del predetto reparto.Il restauro, curato direttamente dalla nostra Associazione, è stato possibile grazie al contributo della Regione Friuli Venezia-Giulia. Vi indichiamo le coordinate Maps del Cippo al “Valtellina”, utili a chi non conosce esattamente la posizione.Sulla mappa il punto di innesto del sentiero per arrivarvi. https://maps.app.goo.gl/J7E9G1MYKskkxZwu8?g_st=ic

Foiba di Basovizza: commemorato l’eccidio dei 97 Finanzieri uccisi nel 1945

Nella mattinata del 5 maggio 2026, presso il Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza, ad 81 anni dai tragici avvenimenti, è stato commemorato l’eccidio dei 97 Finanzieri in servizio presso la caserma “Campo Marzio” che, nei primi giorni del maggio 1945, all’indomani della liberazione della città di Trieste, furono dapprima deportati e successivamente uccisi ed infoibati.L’evento, presenziato dal Comandante Regionale della Guardia di Finanza del Friuli Venezia Giulia, Gen. B. Fabrizio Nieddu, ha visto l’intervento dell’On. Sandra Savino, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze nonché delle massime Autorità civili, militari e religiose della Regione, dei familiari dei Finanzieri caduti, delle Fiamme Gialle in congedo delle Sezioni A.N.F.I. di tutto il Friuli Venezia Giulia, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e delle Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari.Nel silenzio commosso, si sono succeduti i vari momenti della cerimonia: la deposizione di una corona d’alloro alla lapide marmorea riportante i nominativi dei 97 Finanzieri; gli onori ai caduti, accompagnati dalle note del “Silenzio d’ordinanza” e resi da una Compagnia di Formazione composta da Allievi Finanzieri della Scuola Alpina di Predazzo; l’enunciazione dei nomi dei militari caduti e, infine, la lettura, da parte del Cappellano Militare, della “Preghiera del Finanziere”.Sono intervenuti, con brevi riflessioni, il Sottosegretario On. Sandra Savino, il Comandante Regionale Gen. B. Fabrizio Nieddu, l’Assessore regionale alle Autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e immigrazione Pierpaolo Roberti, ed il Sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza.A cerimonia terminata, le Autorità presenti si sono intrattenute con i familiari dei Finanzieri commemorati, rinnovando loro i sentimenti di vicinanza delle Istituzioni. Presente la sezione del Fante e la rappresentanza dell’associazione nazionale Cravatte Rosse del 1° San Giusto .[nota di Enrico Michelazzi]

Cravatte Rosse al raduno interregionale della Fanteria a Mirandola

Una rappresentanza dell’Associazione Cravatte Rosse del 1° San Giusto ha partecipato al raduno interregionale della fanteria a Mirandola – Modena.Ammassamento in piazza Costituente per poi dare inizio alla cerimonia con alzabandiera dove si schierava un picchetto della scuola sottufficiali di Modena,terminato l’alzabandiera ha preso la parola il sindaco di Mirandola il consigliere nazionale Menga quindi il consigliere per Associazione nel Fante Lovato. Erano presenti delegazioni di Fanti di Verona,Modena,Bologna, le Associazioni dei Bersaglieri,Alpini, Finanzieri e Carabinieri che messi in sfilamento hanno raggiunto il duomo, ancora in restauro, per adagiare una corona ai caduti .Abbiamo visitato una mostra sulla seconda guerra mondiale e sulla resistenza sia partigiana sia militare dopo l’armistizio e sino alla fine del conflitto.È seguita la Santa Messa. Il nostro gruppo ha incontrato un socìo del 2° reggimento Re che ci ha salutato calorosamente.La manifestazione è terminata con un momento conviviale tra le varie associazioni.Desidero ringraziare il socio Carlo Budri e la sua famiglia a Mirandola per l’ospitalità data. [nota di Enrico Gottardo]

Bavisela, un appuntamento immancabile per le Cravatte Rosse

Oggi le Cravatte Rosse non potevano mancare!Si è rinnovato a Trieste per il 30^ anno il fenomenale rito collettivo della Bavisela, oggi “Trieste Spring Run”, che ha visto coinvolti circa 11.000 partecipanti (necessarioil numero chiuso) tra Maratona 42k, Mezza Maratona 21k e la solita coloratissima Family Run.Siamo stati impegnati in più fasi, allo sbarco dei treni-navetta, alle partenze, in assistenza sul percorso e ad alcune intersezioni stradali. Con il solito impegno, voglia di fare e soprattutto fare bene. Baciati da un meteo straordinario.Grazie a tutto il plotone! [📝nota di Alessandro Giacomelli]

Un Fante a supporto delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026

E’ con piacere che pubblichiamo un resoconto ricevuto dal nostro socio Livio Fogar, dell’attività svolta come socio ANA e volontario per attività di supporto alle Olimpiadi della neve di MIalno Cortina. Nei mesi di febbraio e marzo si sono svolti i Giochi olimpici Milano Cortina 2026 e l’Italia, in entrambe le edizioni, è arrivata quarta sia alle Olimpiadi dopo Norvegia, Stati Uniti e Paesi Bassi con 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi, che alle Paralimpiadi dopo Cina, Stati Uniti e Russia con 7 ori, 7 argenti e 2 bronzi nelle combinate ipovedenti e non vedenti.Ma non è del medagliere e delle prestazioni dei nostri bravissimi atleti ed atlete che intendo parlare, quanto della mia esperienza con i volontari Alpini ed Amici degli Alpini ANA a supporto dei giochi i quali, col loro lavoro silenzioso e lontano dai riflettori, hanno contribuito in modo determinante al buon funzionamento della complessa macchina organizzativa.Apro una breve parentesi esplicativa: in ambito ANA esistono due copricapi per contraddistinguere i soci: il cappello con la penna, prerogativa dei Soci Ordinari che hanno fatto almeno due mesi di servizio militare nelle truppe alpine e la norvegese, ovvero il berretto da campo soprannominato “stupida”, che viene data agli Amici degli Alpini che hanno svolto almeno due anni di attività a favore della sezione di appartenenza o della sua Squadra di Protezione Civile. Infine ci sono i soci aggregati, ovvero nuovi iscritti non Alpini o che non svolgono attività particolari, per i quali non sono previsti copricapi associativi.Insieme gli Amici degli Alpini a Cortina ha partecipato anche il sottoscritto il quale, oltre ad essere Socio Ordinario della Sezione dell’Associazione Nazionale del Fante di Trieste, è anche Amico degli Alpini, appunto, della locale Sezione ANA.Le attività di supporto si sono svolte in quattro turni, dal 4 al 22 febbraio e dal 4 al 15 marzo, e lo scrivente è stato alloggiato insieme ad un centinaio di volontari sopra Borca di Cadore (BL) ed un piccolo contingente di Alpini del 9° Taurinense agli ordini del Ten. Col. Giuseppe Quattrone, responsabile della struttura ospitante ribattezzata, per l’occasione, “Villaggio Alpino”.Tale struttura era un’ex colonia estiva, costruita negli Anni Cinquanta da Enrico Mattei per i figli dei dipendenti ENI in una posizione bellissima arrampicata tra i boschi, e raggiungibile solo tramite una stradina ripida tutte curve lunga 4 chilometri sopra Borca. La location inoltre è spettacolare, sovrastata da dietro dal Monte Antelao e, di fronte, da una catena montuosa dove si erge il Monte Pelmo. Purtroppo, dismessa da tempo e non predisposta per i climi invernali, l’ex colonia è stata destinata ai volontari come soluzione di ripiego – inizialmente si doveva venir alloggiati in una caserma a Tai di Cadore, assegnata all’ultimo minuto ai carabinieri – per cui all’arrivo, nonostante i lavori di rifacimento e ripristino, risultava ancora priva di riscaldamento ed acqua calda.La prima notte, di conseguenza, non è stata il massimo del confort e la mattina dopo cinque volontari avevano già rifatto i bagagli e ripartiti, ma chi ha fatto la leva negli anni Settanta ed Ottanta è rimasto affrontando e superando questo disagio temporaneo con spirito militare alpino senza drammi.Il Ten. Col. Quattrone comunque, già il giorno dopo, è riuscio a far arrivare al Villaggio un potente generatore dell’Esercito ed i suoi Alpini, lavorando di lena, hanno collegato in giornata numerosi soffiatori di aria calda, ripristinato l’uso delle docce e normalizzando così la situazione.La zona notte era ubicata nella palestra con brandine pieghevoli come alle adunate ed esercitazioni, mentre il vitto era assicurato da ottime ed abbondanti colazioni, pranzi e cene dalla Squadra Cucina rivelatasi, a detta di tutti, una vera eccellenza.Per operare a Cortina, i volontari hanno ricevuto una divisa composta da giaccone impermeabile chiamato “guscio” ed un pile pesante chiamato “orsetto” di ottima fattura ed entrambi color verde militare, sottocombinazione termica, pantaloni impermeabili neri, 5 paia di calzettoni, scarponi, ramponcini, guanti ed un berrettino cuffia, e se uso il termine “divisa” e non “abbigliamento” è perché tale era ed andava considerata. Sul pass personale infatti, necessario per accedere alle aree dei giochi olimpici, non comparivano diciture come “ANA”, “Pro Loco” od “Olimpiadi” ma “Ministero della Difesa”, che qualificava i volontari come militarizzati a tutti gli effetti.Le giornate erano organizzate sia che si trattassero di turni esterni in base delle mansioni assegnate (controllo accessi, sorveglianza e manutenzione piste, movieri e driver), che interni nei turni di corvee (cucina, pulizia mensa, bagni, ecc.) perché al Villaggio, come ai tempi della “naia”, si era totalmente autonomi ed autogestiti.Da notare che le divise dei volontari erano pressoché identiche a quelle adottate dai militari per le Olimpiadi e, ad osservare i volontari ed Alpini mentre lavoravano fianco a fianco, non sarebbero notate differenze se non per la dicitura “Alpini” sul giaccone dei primi ed “Esercito” sormontata da una stella d’oro su quello dei secondi. Ovviamente il rapporto instauratosi tra i volontari, molti dei quali attempati, ed i ragazzi e ragazze in divisa ventenni o poco più, è stato fin da subito cordiale ed all’insegna della convivialità e collaborazione reciproche.La vita al Villaggio era strutturata su un modello che, in molti, ha richiamato i tempi della naja: alzabandiera alle 8.00 ed ammainabandiera alle 17.00 e subito dopo, in base ai turni predisposti, partenza su mezzi della Protezione Civile ANA, arrivo al sottostante abitato di Borca, trasbordo su mezzi dell’Esercito, smistamento alle varie assegnazioni insieme ai militari e, a fine turno, rientro con gli stessi mezzi a Borca, risalita sui mezzi PC ANA e rientro.Inoltre, a rafforzare il clima “militare” che si respirava ha contribuito non solo il vissuto comune ai più ma pure la “disciplina” instaurata e le indicazioni date ai volontari perché, trovandosi sotto gli occhi di tutti, è stato caldamente raccomandato di non presentarsi sbracati, giacconi e pile dovevano essere sempre in ordine senza capi colorati “fuori ordinanza” che potessero dare nell’occhio, comportamento educato ed evitare di bere e fumare nei bar o per strada … in poche parole, bisognava essere sempre irreprensibili e tenere sempre presente che si indossava una divisa. …

6 maggio 1976 : terremoto del Friuli

Ore 21 del 6 maggio 1976, quando il Friuli -Venezia Giulia venne travolto da un terremoto di magnitudo di 6.5 uno dei più distruttivi dello scorso secolo.Ha abbattuto 1700 case, causato quasi mille vittime e 3mila feriti, oltre a 45 mila senza tetto.Anche il “1 San Giusto” venne allertato e dopo breve destinato ad attività logistiche e soccorso, e un contingente raggiunse e fu operatitvo a Vito d’Asio (comune della provincia di Pordenone) Nelle storiche foto del nostro Cap. Marco Pasquali si possono vivere le emozioni del momento , di chi prestava soccorso e della disperazione della popolazione, che aiutata anche da noi soldati, trovava un fraterno aiuto e sollievo. Qui di seguito pubblichiamo alcune foto; la collezione completa è consultabile al link che segue: https://assofantetrieste.it/come-eravamo/#:~:text=TERREMOTO%20DEL%20FRIULI%20%2D%20VITO%20D%27ASIO%201976%20(foto%20Cap%20Pasquali)

81° Anniversario dell’Insurrezione cittadina del 1945

In occasione dell’81° Anniversario dell’Insurrezione cittadina contro l’occupante tedesco, si è svolta, sul colle di San Giusto, al Cippo della Resistenza, nel Parco della Rimembranza una cerimonia commemorativa, organizzata dalla Federazione Grigioverde.Alla cerimonia hanno la presenza delle Autorità locali, del Gonfalone della Città di Trieste e delle Associazioni combattentistiche e d’Arma con i labari, la deposizione di corone. La nostra Sezione di Trieste era presente