Raduno del 7° Cuneo

Partecipazione al Raduno del 7° Cuneo con presenzac del nostro socio Giubilei. Il legame con gli amici del 7° Cuneo si è oramai consolidato negli anni; numerose le occasioni che hanno visto i Fanti del Cuneo e del San Giusto collaborare e condividere la presenza in eventi e cerimonie. Anche il nostro Socio Grione, effettivo del “Cuneo” è socio simpatizzante dell’Associazione Cravatte Rosse.

Arcole 1941: memorie della seconda guerra mondiale

Oggi su invito della sez.provinciale del Fante di Verona ad Arcole le Cravatte Rosse 1° San Giusto hanno presenziato alla manifestazione di due giorni sul periodo della 2 guerra mondiale tema “Arcole 1941” con una relazione storica di quel periodo,svolta sabato 25 ottobre e con relatore il presidente Nazionale del Fante, Gianni Stucchi.La seconda parte si è svolta oggi 26 ottobre con il ritrovo presso la sala civica per poi partire in sfilamento presso la piazza comunale con il rito dell’alzabandiera e con l’onore ai caduti con deposizione di una corona al monumento del caduti di Arcole.Continuazione dello sfilamento verso la lapide del Bersagliere medaglia d’oro al valor militare Cap.Giovanni Padovani con in tervento delle varie autorità tra cui il nipote.Omaggiato con il silenzio e ai vari labari dei bersaglieri si è continuato lo sfilamento presso il centro colturale dove dopo il rompete le righe siamo stati invitati ad un convivio con le varie associazioni.Grazie al vicepresidente Nazionale del Fante e nostro socio Giuliano Danieli e all’amministrazione comunale per l’accoglienza [articolo di Enrico Gottardo]

Trofeo Montedoro: Cravatte Rosse presenti

Nell’importante giornata di ritorno di Trieste all’Italia, e della solenne cerimonia a bordo di Nave Trieste per la consegna della bandiera di combattimento, le Cravatte Rosse non hanno voluto mancare oggi a Muggia (TS) per fornire assistenza gara in vari punti del percorso del “Trofeo Montedoro 2025”, gara podistica competitiva organizzata come ogni anno dall’amico Graziano Ferlora, con il quale collaboriamo da anni. [articolo Alessandro Giacomelli]

Trieste in festa con Nave Trieste e 71° anniversario del ritorno dell’Italia

Oggi, 26 ottobre, a Trieste, alla presenza del Ministro Guido Crosetto, si è tenuta la solenne Cerimonia di consegna della Bandiera di Combattimento a Nave Trieste della Marina Militare. Si è ricordato anche il 71° Anniversario del ritorno di Trieste all’Italia. Presente il Presidente della sezione del Fante di Trieste e dell’associazione nazionale Cravatte Rosse del 1° San Giusto, con la bandiera di Sezione e alfieri.

Cittadinanza onoraria al CME Friuli Venezia Giulia

Il Sindaco, Roberto Dipiazza ha conferito la cittadinanza onoraria al Comando Militare Esercito Friuli Venezia Giulia nel corso di una cerimonia ospitata nella Sala del Consiglio Comunale. “In segno di profonda riconoscenza per il costante impegno a servizio della Nazione e della Comunità cittadina, quale presidio di valori patriottici, disciplina e dedizione, e per il contributo offerto alla promozione della cultura, della difesa, della legalità e della solidarietà civile, rafforzando il legame storico e morale tra le Forze Armate e la Comunità triestina e testimoniando con alto senso del dovere e spirito di servizio i più alti valori della Repubblica”. È con questa motivazione che oggi il Sindaco Roberto Dipiazza ha conferito la Cittadinanza Onoraria al Comando Militare Esercito Friuli Venezia Giulia, nella Sala del Consiglio Comunale, alla presenza del Consiglio comunale appositamente convocato, al Comandante Militare Esercito Friuli-Venezia Giulia, colonnello Giuliano Innecco e delle massime autorità civili, militari e religiose.[fonte Comune di Trieste] Presente per la Sezione del Fante di Trieste il presidente Mauro Pierazzi e in doppia veste il consigliere comunale e di Sezione del Fante Vincenzo Rescigno .

2004: Conferimento della cittadinanza onoraria della Città di Trieste al 1° Fanteria “San Giusto”

La Città di Trieste ha conferito il 24 ottobre 2004 la cittadinanza onoraria al “1° San Giusto”, con la seguente motivazione: “Profondamente unito alla Città di Trieste, con la quale condivide il nome del Santo Patrono e l’alabarda di San Sergio nello stemma araldico, sostenuto dalla cospicua presenza dei cittadini di Trieste, che effettivi all’antico e glorioso Reparto, hanno servito in armi la Patria nella propria città d’origine, il 1° Reggimento “San Giusto”, dalla sua costituzione, ha ininterrottamente contribuito alla sicurezza della Città assolvendo con forza e continuità ai propri compiti istituzionali e intervenendo prontamente nei casi di pubblica calamità, fulgido esempio di virtù civiche e militari”.

65° Valtellina: i tragici fatti d’arma ricordati in Consiglio Comunale a Trieste

L’Associazione Nazionale del Fante Sezione di Ttieste e Fanti delle Cravatte Rosse del 1° Fanteria “San Giusto”, hanno partecipato oggi pomeriggio alla seduta del Consiglio Comunale di Trieste durante la quale il nostro Socio e consigliere comunale Vincenzo Rescigno ha commemorato in modo sintetico ma scrupolosoi tragici fatti del 65^ Valtellina accaduti nel nostro territorio nel corso della Grande Guerra (settembre 1917). E’ seguito un minuto di raccoglimento.Ricordiamo che il cippo a memoria dei Fanti Caduti in quell’occasione verrà riportato al necessario decoro nei primi mesi del 2026, a cura della nostra Sezione. [articolo di Alessandro Giacomelli]

Trieste ricorda i Fanti del 65° Valtellina

Lunedì 20 ottobre presso la sala del Consiglio comunale di Trieste,il nostro socio nonché Consigliere comunale Vincenzo Rescigno, commemorerà la Brigata Valtellina che nel Settembre del 1917 durante l’11 Battaglia dell’Isonzo presso il Comune di Duino Aurisina (TS) venne annientata dall’esercito Austro Ungarico. L’ entrata è libera ,ingresso in piazza Unità d’Italia 4 , Palazzo Comunale. Dobbiamo andare al settembre 1917: si è conclusa da pochi giorni dall’undicesima “Battaglia dell’Isonzo”  l’ultima delle battaglie che nell’arco di due anni, a prezzo di alcune centinaia di migliaia di caduti, aveva fatto guadagnare agli Italiani una manciata di chilometri, tanto che il fronte, partito due anni prima da Grado, era adesso arrivato appena ai contrafforti dell’Hermada.E la battaglia si riaccende sul fronte nel settore di Flondar, con gli austro-ungarici che scatenano nella notte tra il 3 e 4 settembre un infernale bombardamento d’artiglieria. Il nemico lancia un poderoso attacco particolarmente violento contro un tratto di fronte lungo le paludi del Lisert, da quota 145 sud fino al al mare,  linea coperta dal 65° Fanteria.Il Reggimento di fanteria della Brigata Valtellina ha appena occupato quelle posizioni, al termine di pochi giorni di riposo trascorsi a Vermegliano.Il reparto viene sopraffatto e quasi distrutto, gli uomini si proteggono in un rifugio sicuro ed invulnerabile: uno dei due tunnel ferroviari, ricordato nel diario del Reggimento come “galleria di Lokavac”, che in precedenza gli austro-ungarici avevano sapientemente adattato. Alle 4:50 del mattino cessa il fuoco pesante d’artiglieria, ma anziché scatenare subito l’attacco, l’artiglieria austro-ungarica  continua a bombardare le trincee delle prime linee; e quindi i soldati italiani se ne restano al sicuro nella galleria. Alle 5:40 cessa il bombardamento, ed immediatamente le unità austro-ungariche  avanzano verso le linee italiane. Un reparto austriaco arriva fino all’imbocco del tunnel e lancia delle bombe a mano.Le casse di munizioni che erano state depositate proprio in prossimità dell’ingresso: esplodono, e coinvolgono nell’esplosione dei serbatoi di lanciafiamme custoditi a fianco. Nell’arco di pochissimo tempo si sviluppa un incendio furioso ed incontrollabile: il fumo invade tutto il tunnel, asfissiando gli occupanti, e solo pochissimi riescono a mettersi in salvo.  L’incendio prosegue per ben due giorni, consumando e calcinando tutto all’interno.I diari ufficiali lamentano per il giorno 4 settembre 1917 la perdita di 2900 uomini e 80 ufficiali, la maggior parte dei quali all’interno del rifugio; una  la lapide che li commemora ricorda  che caddero “centinaia” di fanti assieme al loro comandante, il colonnello Giovanni Piovano. Tra le scritte incise è possibile leggere questa triste frase: “QUI’ IL 65° REGGIMENTO PERDETTE  IL 70 PER CENTO DEI SVOI FANTI”. La storia della Brigata Valtellina  ci porta al 66° Fanteria Aeromobile “Trieste”  che molti ricorderanno, a distanza di poco più di un anno, ha ricevuto a Trieste il “Sigillo Trecentesco” dalle mani del Sindaco Roberto Dipiazza nel corso del Raduno Nqazionale dei Fanti d’Italia. Il 66° Reggimento fanteria “TRIESTE” trae le sue origini dal 66° Reggimento fanteria inquadrato nella Brigata “Valtellina” costituitosi nel 1862 ed ha il suo battesimo del fuoco durante la Terza Guerra d’Indipendenza, nella battaglia di Custoza.Partecipa alla 1^ Guerra Mondiale combattendo sul fronte Giulio, a Cima Tre Pozzi, in Val d’Assa e meritando, come tutta la fanteria italiana, la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia. Il 65° e il gemello 66° si distingueranno anche nella seconda guerra mondiale. Sul fronte africano saranno i due reggimenti della 101 Divisione Motorizzata Trieste che tanto filo da torcere daranno all’Ottava Armata Britannica. Durante la 2^ Guerra Mondiale, inquadrato nella 101^ divisione “Trieste” partecipa alla campagna in Africa settentrionale, contendendo il terreno all’8^ armata da El Alamein alla Tunisia dove, durante la battaglia di Takrouna, il 1° Battaglione al comando del Capitano Mario Politi (al quale è intitolata la Sezione Provinciale di Forlì dell’Associazione Nazionale del Fante) , si copre di gloria tenendo in scacco una divisione nemica per diversi giorni e cedendo soltanto dopo aver terminato le munizioni, meritando così la Medaglia d’Oro al Valore Militare. Il  66° viene ricostituito in Forlì il 1° Ottobre 1975, come 66° battaglione meccanizzato “Valtellina”, per ridenominazione del 2° battaglione del 40° reggimento fanteria “Bologna” ed è inquadrato nella Brigata Meccanizzata “Trieste” della Divisione Meccanizzata “Folgore”.Sciolta la Divisione Meccanizzata “Folgore” nel 1986, la “Trieste” si scioglie a sua volta nel 1991 e lascia il posto alla Brigata “Friuli” nella quale entra il 66°.  Impegnato con i paracadutisti nella prima edizione dell’Operazione “Vespri” nel 1992, l’anno successivo è cambia fisionomia organica, assumendo la denominazione di 66° Reggimento fanteria “Trieste”. Trasformato in reggimento di fanteria aeromobile nel corso del 2000 affronta un impagnativo ciclo addestrativo per validare la nuova configurazione. l battaglione aeromobile è la pedina operativa dell’unità. Con il supporto dell’aviazione dell’Esercito opera per garantire la funzione di Personnel Recovery (recupero del personale isolato) nelle missioni militari italiane all’estero.