Palermo ospita il 37° Raduno Nazionale dei Fanti d’Italia

Dal 28 al 31 maggio 2026 Palermo accoglie il 37° Raduno Nazionale dei Fanti d’Italia. Quattro giorni di cerimonie, sfilate, concerti e momenti di fraternità nel segno della memoria e dei valori dell’Arma di Fanteria. Dal 28 al 31 maggio 2026 Palermo torna ad ospitare il 37° Raduno Nazionale dei Fanti d’Italia, a 66 anni dall’ultima volta. L’evento è organizzato dall’Associazione Nazionale del Fante (ANF) in collaborazione con le istituzioni civili e militari del territorio. Quattro giorni di cerimonie, sfilate, concerti e momenti di fraternità in memoria dei caduti che hanno onorato la Patria. Giovedì 28 maggio Venerdì 29 maggio Sabato 30 maggio Domenica 31 maggio Fonte: Associazione Nazionale del Fante

24 maggio 1915 – 24 maggio 2026 · 111 anni dall’entrata in guerra dell’Italia

Oggi, 24 maggio, l’Italia celebra la Festa della Fanteria: una ricorrenza che affonda le radici in una delle pagine più drammatiche e solenni della nostra storia nazionale. In questo giorno del 1915, il Regno d’Italia dichiarava guerra all’Impero austro-ungarico, e i fanti italiani — i ragazzi del ’99, i contadini strappati ai campi, gli operai, gli studenti — varcavano il confine verso il Carso, l’Isonzo, le Alpi, verso un destino di sacrificio e di gloria. La Fanteria è stata, e rimane, l’Arma madre dell’Esercito Italiano. È l’arma del fante che cammina, che soffre il freddo e il fango, che tiene la posizione quando tutto attorno cede. Non è l’arma delle grandi macchine da guerra, ma quella dell’uomo: della sua tenacia, del suo coraggio silenzioso, della sua fedeltà al giuramento. Il 24 maggio e il Carso: una data nel sangue Per Trieste e per il Friuli Venezia Giulia, il 24 maggio ha un significato ancora più profondo. Le truppe italiane combatterono per anni su queste pietre grigie del Carso, sulle rive dell’Isonzo, nelle trincee scavate nella roccia viva. Undici battaglie dell’Isonzo. Migliaia di caduti. Nomi incisi nei sacrari e negli albi d’oro delle sezioni: nomi di padri, di fratelli, di figli che non tornarono. Trieste era il simbolo, il traguardo irredento verso cui marciavano quei fanti. E quando finalmente, il 3 novembre 1918, le truppe italiane entrarono in città, quella vittoria portava il peso di ogni singola vita sacrificata sul Carso. Le Cravatte Rosse: un legame che non si spezza L’Associazione Nazionale del Fante – Sezione di Trieste “Cravatte Rosse” porta nel suo nome l’eredità del 1° Reggimento Fanteria “San Giusto”, il reggimento della città. La cravatta rossa non è un ornamento: è un simbolo di appartenenza, di memoria viva, di continuità tra i combattenti di ieri e i cittadini di oggi che ne onorano il ricordo. In questo giorno di festa, i soci della sezione si ritrovano idealmente con tutti i fanti d’Italia, con le sezioni ANF da Nord a Sud, con i reduci e con le nuove generazioni che hanno scelto di non dimenticare. Ricordare non è nostalgia: è responsabilità. Il fante di ieri, il cittadino di oggi La Festa della Fanteria non celebra la guerra in sé, ma celebra chi ha fatto il proprio dovere in condizioni di estrema difficoltà. Celebra il valore dell’unità, della disciplina, del sacrificio collettivo per un bene più grande del singolo. Sono valori che non appartengono solo al passato: sono fondamenta su cui si costruisce ogni comunità civile. A cent’anni e più di distanza, quei fanti ci parlano ancora. Lo fanno attraverso le lettere dal fronte conservate nelle famiglie, attraverso le medaglie appese agli abiti buoni della domenica, attraverso i nomi sulle targhe dei sacrari. E ci dicono: «Non dimenticateci. Ciò che siamo stati, voi potete ancora essere.» «O Fante, tu sei l’Italia! Tu sei tutto. Il resto è niente.» — Gabriele D’Annunzio Buona Festa della Fanteria La Sezione di Trieste “Cravatte Rosse” dell’Associazione Nazionale del Fante si stringe oggi attorno alla memoria di tutti i Caduti della Fanteria italiana, abbraccia i propri soci, i familiari dei caduti, e tutti coloro che portano nel cuore il rispetto per chi ha dato tutto per la Patria. Viva la Fanteria. Viva Trieste. Viva l’Italia.

ACCADDE OGGI — 20 maggio 1859 La Battaglia di Montebello: la prima vittoria della Seconda Guerra d’Indipendenza

Il 20 maggio 1859, nei pressi di Voghera, le truppe franco-piemontesi affrontarono e sconfissero l’esercito imperiale austriaco nella Battaglia di Montebello: il primo scontro significativo della Seconda Guerra d’Indipendenza Italiana. L’obiettivo iniziale dell’Austria era sconfiggere i piemontesi prima dell’arrivo dei rinforzi francesi. A tale scopo, il generale Franz von Stadion mosse verso Voghera con circa 20.000 uomini, 1.500 cavalli e 72 cannoni, suddivisi in tre colonne d’attacco. Sulla carta, una forza schiacciante. AltavaltrebbiaInfolomellina A contrapporsi agli austriaci, le forze alleate impiegarono appena 6.800 fanti, 800 cavalleggeri e 12 cannoni — meno di un terzo degli effettivi nemici. Un rapporto di forze impari che rendeva la vittoria ancora più straordinaria. Mumbel Ma la giornata prese una piega inattesa. Fu la cavalleria piemontese a cambiare le sorti del combattimento: lanciandosi impetuosamente sul fianco e sulla testa della colonna austriaca, la fermò a Montebello e le precluse ogni ulteriore possibilità di avanzata, dando tempo alla fanteria francese di accorrere da Voghera e bloccare definitivamente il nemico. Infolomellina Il costo in vite umane fu pesante su entrambi i fronti: I franco-piemontesi contarono 92 morti, 529 feriti e 69 prigionieri tra i francesi; 17 morti, 31 feriti e 3 dispersi tra i piemontesi. Gli austriaci persero 331 uomini, con 785 feriti e 307 dispersi o prigionieri. In totale, in poche ore di combattimento, i franco-piemontesi persero circa 700 uomini, di cui 400 cavalleggeri piemontesi sui soli 800 che erano in campo — un tributo di sangue enorme per un singolo reparto. MumbelInfolomellina Il prezzo fu pagato anche con la vita di comandanti valorosi: il colonnello piemontese Tommaso Morelli di Popolo, ferito a morte durante una carica, e il generale francese Giorgio Beuret, caduto negli assalti all’abitato. Infolomellina Sul fronte opposto, delle tre colonne austriache schierate per la battaglia entrò in combattimento quasi solo quella di sinistra del generale Karl von Urban — un errore tattico madornale che compromise l’intera operazione nonostante la schiacciante superiorità numerica. Wikipedia Il bilancio complessivo della battaglia: – Franco-Piemontesi Austriaci Uomini impiegati ~7.600 ~20.000 Cannoni 12 72 Morti 109 331 Feriti 560 785 Dispersi/Prigionieri 72 307 Totale perdite 741 1.423 Il valore e il senso tattico dimostrato dalle forze piemontesi — e in particolare dalla cavalleria — portarono alla costituzione del reggimento “Lancieri di Montebello”, ancor oggi operativo e unico reggimento di cavalleria dell’Esercito Italiano ad aver assunto il nome dalla località di una battaglia. Esercito Italiano Montebello fu molto più di un episodio minore: fu la prima prova che l’Austria poteva essere battuta con forze inferiori, il primo segnale che il sogno dell’Italia unita non era solo un’idea, ma una guerra che si poteva vincere. Da qui, la strada verso Magenta, Solferino e infine l’Unità era aperta.

Il Prefetto di Vicenza incontra i vertici dell’Associazione Nazionale del Fante

Nel pomeriggio del 12 maggio 2026 il Prefetto di Vicenza, Filippo Romano, ha ricevuto in Prefettura il Presidente dell’Associazione Nazionale del Fante, Gianni Stucchi, accompagnato dal Segretario nazionale Flaviano Lovato e dal Presidente della Federazione provinciale di Vicenza, Dino Campostella. Al centro dell’incontro le attività dell’Associazione e, più in generale, il ruolo del mondo militare nella società civile, con particolare attenzione ai valori storici e civili che l’ANF promuove sul territorio nazionale. Il Prefetto Romano ha espresso apprezzamento per l’impegno dell’Associazione nella valorizzazione della memoria e nel rafforzamento del senso civico tra le nuove generazioni. Fonte: Prefettura di Vicenza

Si è conclusa la 10a edizione della Corsa della Bora

Si è conclusa la 10a edizione della Corsa della Bora organizzata da ASD SentieroUno di Tommaso De Mottoni che è stata caratterizzata da oltre 3mila atleti iscritti, da più di 50 nazioni, dall’Argentina alla Slovenia, un record di numeri per la manifestazione ; con i nostri volontari abbiamo organizzato il ristoro di “Duino” a 6 km dall’arrivo di Porto Piccolo a Sistiana. Abbiamo ristorato più di 2000 atleti offrendo, frutta, bevande, dolci e la tanto desiderata pizza, sfornando più di 500 porzioni di pizza . Una giornata iniziata con l’allestimento del punto ristoro già dalle 8 e conclusasi dopo 12 ore, impegnative ma come sempre emozionanti.

10°a Edizione della Corsa della Bora

Siamo presenti alla decima edizione della Corsa della Bora. Anche per noi, che abbiamo seguito in questi anni Tommaso De Mottoni organizzatore e presidente di ASD S1, è un’emozione. Saremo operativi con i nostri volontari al ristoro di Duino Aurisina B&B Stella Maris.

BAVISELA DI NATALE

Trieste. Ripetendo una tradizione consolidata, una rappresentanza di *Cravatte Rosse* ha partecipato oggi come staff sul percorso al buon esito della “Bavisela di Natale”, corsa per tutti di 5km che si tiene nelle vie cittadine del centro, organizzata da Apd Miramar e ASD Trieste Atletica APS con la collaborazione del Comune di Trieste. Grande la partecipazione, e la propensione alla solidarietà. Il ricavato delle quote di iscrizione viene infatti donato in beneficenza all’ospedale infantile Burlo Garofolo.

1954 – 2024 – ANNIVERSARIO REDENZIONE DI TRIESTE

Il 26 ottobre è stata una giornata intensa per le cravatte rosse e i Fanti di Trieste che hanno partecipato come di consuetudine a tutte le cerimonie del anniversario del ritorno dell’Italia a Trieste. Abbiamo iniziato con l’alzabandiera in piazza Unità, la cerimonia presso il Consiglio Comunale di Trieste l’arrivo del Tricolore da Redipuglia e infine l’ammaina bandiera in piazza Unità d’Italia. Emozionante lo sfilamento tra due ali di folla con il Tricolore percorrendo le Rive di Trieste insieme agli amici del gruppo sportivo San Giacomo, ai militari del Piemonte Cavalleria 2° e della Fanfara dei Bersaglieri. Particolarmente suggestivo il passaggio delle Frecce Tricolori e la nostra partecipazione all’arrivo del tricolore di 80 metri in piazza dell’Unità d’Italia

CORSA DELLA BORA 2025

Abbiamo partecipato la presentazione e conferenza stampa della Corsa della Bora 2025 organizzata da S1 Trail – La Corsa della Bora – ASD Sentierouno che si è tenuta oggi nella Sala della Giunta del Comune di Trieste. L’edizione decennale dell’evento più atteso del trail running invernale in Italia, organizzato dall’Asd SentieroUno, si terrà il 5 gennaio 2025. Ben nove saranno le gare, quest’anno concentrate sulla valorizzazione del Carso Triestino, dalle inclusive Borin (5 Km) e Family (14,6Km) alla gara regina “Anniversary Ultra” da 105 Km, anche nella versione per escursionisti divisa in due tappe. Alcune gare partiranno da Barcola in vista dell’edizione 2026 in cui le partenze saranno concentrate nel Porto Vecchio. Debuttano le distanze Borderless e Transkarst lungo il confine Italo – Sloveno e la S1 Karst Trail da 15 Km, inserita nel Calendario Nazionale Fidal. Anche quest’anno la finish line sarà a Portopiccolo, dove sarà allestito un piccolo festival enogastronomico negli spazi interni, per festeggiare il decennale degustando i prodotti del territorio. Le Cravatte Rosse del 1° San Giusto e Fanti della Sezione di Trieste fanno parte anche quest’anno, – ed è anche per noi il decimo anno – dello staff dei volontari. Avremo cura dei concorrenti presso il ristoro di Duino.